53° Festival dei Due Mondi: una prosa etica e impegnata :
TROILO E CRESSISA; UN POSTO LUMINOSO CHIAMATO GIORNO

Iniziato con Fratelli d’Italia? ( Teatro San Nicolò, 21- 22 giugno, a cura di Creativity),ricco e impegnativo il cartellone della prosa del 53° Festival di Spoleto, il quale propone spettacoli connotati da una forte valenza etica, sulla scia di quel che fù il teatro per la polis greca, ove svolgeva un ruolo di primo piano per la formazione della coscienza civica. Dal 24 al 27 giugno presso il teatro Caio Melisso Per non morire di mafia ( testo di Pietro Grasso, procuratore generale antimafia; attore: Sebastiano lo Monaco) sempre al Caio da giovedi 1 a sabato 3 luglio Crociate ( a cura del Teatro Regionale Alessandrino ; con Valerio Binasco ; regia Gabriele Vacis) ispirato a “Nathan il saggio” di Lessing. E ultimo sulla stessa linea semantica di Crociate , Eleven and twelve 11 and 12 ( a cura del Thèatre des Bouffes du nord, San Simone 02-03-04 luglio).
Il teatro S. Nicolò ha ospitato invece altri due importanti spettacoli: Troilo e Cressida ( dal 25 al 27 giugno); Un posto luminoso chiamato giorno ( martedì 29 e mercoledì 30 giugno) . Troilo e Cressida di Shakespeare è un omaggio a Vittorio Gassman, di cui quest’anno ricorre il decimo anniversario della morte; pièce in piena sintonia con la caratterizzazione shakespeariana del penultimo weekend , modulato da Shakespeare Sonette di Rufus Wainwright. Così Diletta D’Andrea Gassman , presidente della Fondazione Vittorio Gassman, ricorda il Troilo del 1949: E’ rimasta una pietra miliare del teatro la sua irrepetibile interpretazione di Troilo nel superbo allestimento di Luchino Visconti, del 1949, con la città di Troia , ricostruita nei giardini di Boboli, a Firenze, con scene di battaglia a cavallo e il meglio assoluto del tetro italiano di quegli anni ( Ricci, Benassi, Albertazzi, De’ Giorgi, Tofano , Girotti, Mastroianni , Ferzetti, , Morelli, Stoppa, Ninchi).
Curatore dell’ edizione festivaliera del Troilo è Michele Placido che ha tradotto nel linguaggio contemporaneo e così ha liberato la forza di quel classico contemporaneo che è Shakespeare: in scena a lui il prologo e l’epilogo , essenziali chiavi di lettura dell’intero spettacolo. Stando alle note di regia, questo lo spirito con cui si sono misurati I giovani attori, ex-allievi dell’Accademia d’Arte Drammatica: Due mondi contrapposti, Greci e Troiani, apparentemente due concezioni etiche, due modelli di società, pronti a scontrarsi sul terreno della guerra e su quello dell’amore. Erotismo ed eroismo sono i temi in discussione. Il processo alla guerra, ai suoi professionisti e alla politica si fa sarcastico, grottesco. Diventano valori la compravendita dell’io, il ruolo tirannico delle mode culturali e i personaggi si fronteggiano , discutono e agiscono attraverso tecniche di manipolazione. La guerra è interna ed esterna ed ecco che i personaggi diventano giovani alla ricerca di un ‘identità sempre più problematica. Anche il cielo è vuoto.
Se i giovani del Troilo , sulla scia del mondo antico erano animati dalla passione politica e dalla coerenza, assistiamo al giorno d’oggi ad una caduta dell’impegno politico: è l’amara consapevolezza a cui perviene Agnes, la protagonista di Un posto luminoso chiamato giorno, spettacolo di Tony Kushner e portato dalla compagnia Ekphrasis: Berlino, tutti gli amici di Agnes, militanti del partito comunista, invitati a casa sua per festeggiare il capodanno del 1933; la grande depressione economica tedesca e l’affermazione del Nazifascismo, presentatosi alle elezioni sotto vesti socialiste . Agnes rimarrà sola a lottare contro la dittatura e contro le sue estreme e nefaste conseguenze, mentre gli altri lasceranno Berlino per condurre la lotta fuori dal confine tedesco. Ad Agnes si alterna Zillah, una ragazza americana degli anni’80, la quale denuncia la vuotezza della attuali democrazie ( profetico il pedagogista e pensatore Dewey, il quale già negli anni 60’ denunciò tale aspetto che rendeva la democrazia formale e non reale).
Se Hitler incarna il male storico, nella pièce in questione intervengono due personaggi metafisici: il Diavolo, principio ed essenza del male stesso, e la Morte: una vecchia vestita di nero che ha in se tutta l’umana sofferenza, a cominciare dai campi di concentramento tedeschi.

Sandro Costanzi