VIAGGIARE CON MASSIMO POPOLIZIO E JAVIER GIROTTO NE “ LE CITTÀ INVISIBILI” DI ITALO CALVINO

Italo Calvino è sicuramente uno degli scrittori contemporanei che sanno leggere la realtà sociale e culturale con particolari occhiali, composti da due lenti diversificate e per questo latrici di una visione unificante: la prima lente è la percezione realistica della crisi, mentre la seconda lente è la ricerca della lievità in mondi surreali e inaspettati. Massimo Polpolizio , nella totale semplicità scenografica, ha donato ai fruitori dello spettacolo , che si è tenuto al Teatro Romano giovedì 30 giugno 2011, una magia alchemica con l’eclettico saxofonista ( sax soprano e baritono) Javier Girotto. Un duo di artisti carismatici e capaci di evocare i sogni e i viaggi di Marco Polo a colloquio con l’imperatore Kan, un tour nell’Oriente fantastico e lussureggiante di utopie nei pensieri di due barboni senza tetto , ma poetici e decisi ha trovare un ‘ alternativa ed un senso alla miseria che avvolge le loro esistenze quotidiane. “ Chi comanda il racconto- scrive Calvino – non è la voce, è l’orecchio”: la prestazione dei due artisti ha realizzato in pieno il principio dello scrittore, suscitando il vivo interesse della platea.
Nel gesto teatrale di Popolizio che crea identità abitate e personali nelle sfumature vocali e in movimenti accennati, nelle variegate suggestioni musicalo di Javier Girotto, la parola diventa quel verbo a cui lo stesso Calvino affida l’essenziale finalità di “ cercare e saper chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare , e dargli spazio”.