Prima di introdurre l’opera di LUCA ALINARI occorre a mio avviso fare un passo indietro nel tempo affinché si possa conoscere l’UOMO PRIMA e l’ARTISTA POI, senza trascurare l’importanza del contesto temporale sotto l’aspetto SOCIALE, POLITICO e CULTURALE.
Giovanissimo si dedica con assiduità alla pittura ed il disegno sarà il mezzo comunicativo più efficace in tutta la carriera. Ma è la letteratura che lo cattura all’inizio e numerosi sono stati i suoi interventi da critico, recensore, giornalista, scrittore, redattore sino ad arrivare a fondare di dirigere una rivista artistica dal nome “ SIGNORINA ROSINA”. Questa sua capacità di relazionarsi con il pubblico, il suo modo intrigante e coinvolgente di comunicare, gli riconosceranno il merito di essere uno degli Artisti di rango del nostro panorama culturale.
Le sue prime mostre risalgono alla fine degli ANNI SESSANTA dove il clima artistico italiano veniva influenzato dalla POP ART Anglo Americana, fu proprio del 1964 la BIENNALE di VENEZIA che sancì in tutta Europa questo movimento.
Il nostro continente non subì questa forza d’urto e diverse nazioni ebbero dei protagonisti che a loro modo, seguendo le proprie culture e tradizioni, hanno espresso linguaggi similari caratterizzati sempre dall’analisi e dai comportamenti della SOCIETA’. Per storiografia nominiamo lo svedese FAHLSTROM, l’islandese ERRO’ , il tedesco BRUNING, il francese MONOROY, lo spagnolo GENOVES. Tutti questi Artisti hanno saputo interpretare il “CAMBIAMENTO” e la “NUOVA REALTA’” con grande intelligenza, rigore ed eleganza, ma senza dimenticarsi dell’IRONIA, del GIOCO, della FANTASIA, sani ingredienti della nostra ESISTENZA!!!!
E l’Italia? Ecco che entra in gioco la figura di LUCA ALINARI, fine intellettuale, abile disegnatore, personaggio sarcastico, lucido visionario, capace come pochi di far diventare la sua tavolozza un TEATRINO, un PALCOSCENICO, dove i personaggi, la natura, la vita quotidiana diventano assoluti protagonisti della scena.
LUCA ALINARI non è certamente solo in questa avventura, più vicini a Lui troviamo NESPOLO e GHELLI, ma non possiamo dimenticare gli Artisti “impegnati” della “ROMA ANNI ‘ 60” come SCHIFANO, FESTA, ANGELI, FIORONI, MAMBOR, MAURI, solo per citare alcuni nomi. Come del resto dobbiamo ricordare le espressioni poetiche di GNOLI, TADINI e ADAMI ed altri ancora, tutti partecipi con innovazioni, ricerche e sperimentazioni vicine al MONDO POP, ma con rimandi differenti ed oltremodo personali.
LUCA ALINARI si trova ad esprimersi in questo contesto caratterizzato da un nuovo modo di FARE ARTE, lasciando alle spalle la TRADIZIONE ed incamminarsi su percorsi più avvincenti con l’intento di “FONDERE IL PIACERE CON LA SPIRITUALITA’ INTERIORE”.
Dotato di riconosciuto talento ed intuito ha sempre saputo catturare l’emotività dello spettatore e questo non solo con i suoi lavori sempre suggestivi ed accattivanti, ma con le sue PERFORMANCES e RAPPRESENTAZIONI come un vero ATTORE protagonista assoluto della SCENA!!!
Questo suo modo di innovarsi e rinnovarsi, la sua straordinaria capacità di ricercare e sperimentare, saranno motivo di indagine e di attenzione per i Movimenti successivi come la TRANSAVANGUARDIA ed alcune correnti del POST MODERNO.
Con il passare del tempo il suo lavoro abbandona la descrizione della realtà con una figurazione dai cromatismi tenui e si converge verso un mondo visionario, fantastico dove i colori diventano più carichi, più accesi, utilizzando tecniche sempre più differenti, dall’assemblaggio di stoffe e vetri, sino all’applicazione di plexiglass, legni e così via.
Gli ANNI ’80 sono quelli che consacrano definitivamente la sua attività partecipando su invito a due manifestazioni di livello internazionale come la BIENNALE di VENEZIA nel 1982 e la QUADRIENNALE di ROMA nel 1986. Sono gli anni delle esperienze “GRAFICHE”, quelle che parafrasando il concetto “POPOLARE” entrano gioco forza a far parte del decoro di ambienti e “persone”: acquetinte, litografie, serigrafie, realizzate e stampate con rara maestria, eleganza, cura ed attenzione per i minimi particolari, non un lavoro secondario per LUCA ALINARI, ma un nuovo studio sperimentale di forme e colori!!!!
Gli ANNI ’90 sono ricchi di presenze in mostre personali e collettive, accompagnate sempre da “intermezzi” artistico e culturali che pongono LUCA ALINARI come un CRONISTA del nostro tempo, sempre pronto ad osservare ciò che ci circonda “catturando” ogni qualvolta i colori della natura e la sensibilità delle persone. Da ricordare come fatto espositivo la grande mostra di MILANO a PALAZZO REALE uno dei siti più ambito e di maggior prestigio del panorama artistico internazionale.
Gli ANNI 2000 sono caratterizzati da mostre ed eventi in tutto il mondo, in particolare in CINA dove le sue opere vengono presentate in Musei e Centri Culturali delle principali città. Merita di essere sottolineata la mostra del 2011 di CITTA’ di CASTELLO dal titolo “GELO” dove LUCA ALINARI parafrasando una citazione di FRANZ KAFKA recita in questo modo:
“UN QUADRO E’ COME UN ASCIA PER SPACCARE IL GELO CHE E’ DENTRO DI NOI”
Con questa profonda espressione termina la mia introduzione affermando ancora una volta che le opere di LUCA ALINARI rappresentano un fantastico quanto visionario viaggio nel nostro tempo dove tutte le immagini vengono visivamente fermate per poi essere rielaborate nella nostra intimità.
Daniele Taddei