Il secondo weekend del Festival , che in domenica 7 luglio ha avuto il proprio cuore pulsante perché dedicata alla viva memoria del Maestro GianCarlo Menotti, il quale quest’anno avrebbe festeggiato i suoi 102 anni, è stato esaustivo e coinvolgente. La serata del 6 ha visto in una gremita piazza Duomo il travolgente concerto di Raphael Gualazzi: da suoi “ Due Mondi”, rimbalzavano note che si richiamavano a vicenda tra tensioni melodiche e ritmi blues. Commovente l’omaggio al M° Gian Carlo Menotti: un’improvvisazione jazz sulle musiche di “ Amelia al ballo”, un pizzico d’ironia per esaltare la saggezza di un compositore attento a tutte le sfumature umane. Piena anche la giornata del 7: ore 12 teatro Gian Carlo Menotti , concerto di mezzogiorno . Al pianoforte il raffinato e consapevole Sandro De Palma, tocco e pathos sulle notte di Satie e Debussy, tra i preferiti del M° Menotti. Alla fine del concerto è stato premiato il vincitore del concorso indetto da Casa Menotti per giovani compositori emergenti : una borsa di studio per Andreas Gies, ventenne e trentino . Le sue musiche verranno eseguite l’anno venturo a Charleston. Riecheggia l’amore verso i giovani talenti anche nei “ Concerti al chiostro”, che coinvolgono tre giovani musicisti americani Paulo Szot ( baritono), Matthew Aucoin ( pianista), Keir GoGwilit ( violinista): musiche dai due primi Mondi: l’Europa e l’America, ai quali se ne sono aggiunti tanti altri nel corso di questi ultimi anni. La serata di domenica 7 luglio 2013 si è conclusa con il Mark Morris Dance Group e il MMDG Music Ensemble ( pianoforte: pianoforte Colin Fowler, violoncello Andrew Janss, violino: Owen Dalby) ; musiche di Robert Schumann, Igor Stravinsky e di Samuel Barber, con il quale Menotti ha condiviso un intenso connubio dal 1928 al 1958. Prestigiosa compagnia americana ove la danza è recitazione corporale e la classicità si sposa con la modernità. Variegate le situazioni messe in scena: una storia d’amore con tutto il lirismo cinematografico degli anni ’30; quel teatro della vita che si chiama destino e le sue marionette, le dinamiche interpersonali e infine una danza ancestrale ballata a ritmo di polka. La serata è iniziata con la premiazione delle classi scolastiche , vincitrici del concorso “ Il Festival siamo noi”, quest’anno dedicato alle professioni del Festival. Insomma un Festival all’insegna della giovinezza, sulla scia indelebile lasciata da GianCarlo Menotti.