LE VISCERE DELLA TERRA E LE PROFONDITA’ DELLO SPIRITO
Domenica 21 marzo 2010 la città di Spoleto ha vissuto due importanti eventi . Il primo evento è stato la proiezione del film documentario “ A mani nude: uomini e miniere”, realizzato da Francesca Garofoli e prodotto da Rai Educational , “ La storia siamo noi” e Rai Storia per commemorare il 55°anniversario dell’eccidio di 23 minatori, avvenuto il 22 marzo 1955 presso le miniere di lignite di Morgnano, grazioso e ridente paese nei pressi di Spoleto.
L’autrice del video si è fatta interprete attenta di tutte le storie dei minatori, non solo umbri ma anche di quelli della Sardegna, altra regione ricca di giacimenti minerali: erano infatti gli stessi protagonisti i narratori le cui testimonianze illuminavano alcuni filmati originali dell’Istituto Luce circa la strage di Morgnano.
Erano le 6,40 di mattina del 22 marzo 1955, quando una sacca di grisoù fuoriuscì da una galleria in tracciamento, causando una grande esplosione. Il triste evento di Morgnano è’ancora attualmente una delle stragi più drammatiche legate al lavoro in miniera. Proprio per questo motivo il 22 marzo è stato dichiarato dal comune di Spoleto il giorno della memoria e dell’identità spoletina.
Il coraggio di entrare nell’ascensore che portava i minatori nelle viscere della montagna, da tutti costoro concepito come una gabbia. La necessità di illuminare solo il necessario e di tastare con un bastone la solidità dei cunicoli perché il tratto sarebbe stato meno drammatico, quando si era ignari dei movimenti e delle frane interne al monte . I ricordi della domenica appena trascorsa e condivisi il lunedì: tutto scompariva nella gabbia diretta nel buio della terra. La preghiera costante a S. Barbara e la sua festa che tutti unificava, superando ogni distinzione di classe. Tutto ciò e molto di più è scolpito sui marteletti incrociati, simbolo universale di tutti i minatori, uniti unanimemente dal vincolo della fraternità.
Dalle viscere della terra alle profondità dello spirito: presso la chiesa romanica di San Gregorio, lo stesso 21 marzo, si sono esibiti i Laudesi umbri: coro che vanta una carriera più che trentennale, importanti incisioni e collaborazioni con enti e associazioni di prestigio. Accompagnati dalla bacchetta del direttore Padre Antonio Giannoni e dal sapiente accompagnamento organistico del M° Angelo Silvio Rosati, hanno eseguito brani del repertorio corale sia antico che moderno dedicati al mistero pasquale. Il Cristo che, morto per amore sulla croce, ha conosciuto le viscere della morte per poi risorgere a vita nuova: questo il nucleo tematico che ha caratterizzato la sequenza dei brani eseguiti. Un iter dalla buio alla luce.
Il concerto dei Laudesi umbri di domenica 21 marzo è stato curato e organizzato dall’Associazione Culturale L’Orfeo, che ospiterà a giugno presso il Centro Culturale Poli d’Arte le conferenze di musicologia per la rassegna MUSICOLOGINSIEME 2010: una serie di quattro appuntamenti curati da Gioia Filocamo , preziosi e coinvolgenti.
Il prossimo appuntamento con gli amici dell’Orfeo è giovedì I aprile 2010 , ore 18, presso la chiesa di S. Venanzo, paese nelle vicinanze di Spoleto con un concerto in cui si esibirà il M° Angelo Cicellini al violino e il M° Angelo Silvio Rosati all’organo.
Con la fraternità dei minatori e le altezze dell’anima auguro a tutti i lettori del blog della Poli d’Arte una Pasqua serena e ristoratrice.
Sandro Costanzi