QUALE MEDIOEVO : Le radici di un futuro ….
LA 58ª SETTIMANA DI STUDIO DEL CISAM:
LE RELAZIONI INTERNAZIONALI NELL’ALTO MEDIOEVO
Dall’8 al 12 aprile 2010 presso Palazzo Ancaiani, sede della fondazione CISAM di Spoleto ( Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo) si è svolta la cianquatottesima Settimana di studio che aveva per argomento le relazioni internazionali nell’alto medioevo; ad essa hanno partecipato relatori e docenti provenienti dalle più prestigiose università italiane ed europee. La prolusione iniziale, pronunciata presso il Teatro Caio Melisso giovedì 8 aprile , è stata affidata al prof.re Antonio Padoa Schioppa, presidente della fondazione CISAM. La rete internazionale nel periodo , preso in esame, risulta essere alquanto complessa e intrigata: Bisanzio, Venezia, il papato, il mondo islamico, i regni barbarici del nord Europa sono i teatri in cui si vengono a delineare tanto il concetto fondativo di Nazione quanto la questione dei flussi migratori , molto diffusi all’epoca di cui sopra.
In Quale Medioevo, il semestrale del CISAM , il ministro degli esteri on. Franco Frattini ha presentato la stretta attualità della tematica della Settimana di studio. Riporto qualche breve cenno del suo contributo :
La stessa salvaguardia del patrimonio culturale, senza un’adeguata consapevolezza della storia, rischia di rendere l’Europa sempre più simile ad un parco turistico, nel quale noi ci muoviamo ignari del nostro passato ed inconsapevoli dei valori che stanno a fondamento della nostra civiltà. Per comprendere ed agire nel mondo d’oggi, così fortemente interdipendente, esiste, inoltre, una sinergia tra discipline diverse: cultura, politica, economia. (…) Come più volte nei momenti di cruciali della sua storia, l’Europa di oggi deve affrontare la sfida di accogliere, anche nel proprio universo simbolico, nuove culture senza tradire la propria identità. Per poter vincere questa sfida l’Unione Europea deve saper tornare a trasmettere passioni e ideali forti, a condurre battaglie di principio, a mobilitare le coscienze civili; deve darsi una nuova missione storica per definire e perseguire il “bene comune” del XXI secolo.
Quale Medioevo, che secondo Enrico Menestò “ non è una domanda, ma un’affermazione”, è il megazine del CISAM, centro studi nato il 7 giugno del 1952 ad opera di Giuseppe Ermini , allora docente dell’Università di Perugia , poi ministro della Pubblica Istruzione, l’ente è una punta di diamante della città di Spoleto in Italia e nel mondo: Diploma di Medaglia d’oro ai benemeriti della Scuola della Cultura e dell’Arte, assegnato dal Presidente della Repubblica , con decreto del 2 giugno 1965, e l’inserimento nel 3° rapporto Eurispes delle Eccellenze d’Italia nel 2008. Il CISAM propone Settimane di studi, pubblicazioni universalmente riconosciute nell’ambito universitario-culturale : il tutto per amore della verità storica e nel rigore scientifico. Lascio i recapiti al lettore per ulteriori informazioni:
Fondazione CISAM: piazza della Libertà, 12 – 06049 Spoleto (PG); cisam@cisam.org, www.cisam.org.
Sperando di non aver annoiato il gentile lettore, concludo con un passaggio del prof.re Menestò, tratto dal suo articolo di presentazione di Quale Medioevo :
Meglio: la riaffermazione contro una stantia opinione comune di quei mille anni di storia come luogo privilegiato di incontro tra civiltà, come spazio di fermento creativo che ha valso a noi moderni l’idea di municipalità e le università, i numeri arabi, le banche e gli assegni, gli occhiali e i bottoni, la scrittura che i computer hanno ribattezzato «Times New Roman», nonché la maggior parte delle lingue nazionali europee ( e l’italiano di Pietro Bembo è il fiorentino trecentesco delle Tre Corone: Dante , Petrarca e Boccaccio).
Sandro Costanzi