Wildlife Economy- Nuovo Paleolitico

ovvero mettere a frutto una materia prima abbondante e rinnovabile

creando beni, servizi, utile e occupazione in Italia

SABATO 28 MAGGIO 2016

Centro culturale Poli d’Arte

PIAZZA DELLA SIGNORIA

SPOLETO (PG)

In occasione della mostra personale di Flaminia Burotti “Frammenti di vita”, nella sala espositiva del Centro culturale Poli d’Arte a Spoleto (Piazza della Signoria, 5a/ Via Duomo) Sabato 28 maggio 2016  alle ore 17, il professor Bernardino Ragni terrà unaconferenza sul tema “Wildlife Economy. Nuovo Paleolitico“.

Bernardino Ragni, biologo dell’ambiente, autore del volume “Wildlife Economy. Nuovo Paleolitico” (Aracne ed., 2015), presenterà il suo saggio-filosofia-progetto “Wildlife economy – Nuovo Paleolitico, ovvero mettere a frutto una materia prima abbondante e rinnovabile”, incentrando la discussione in modo particolare sulla gestione della fauna selvatica nel quadro di una innovativa visione di economia sostenibile.

La Wildlife Economy ed il saggio con il quale essa viene teorizzata, sono stati presentati in anteprima ad EXPO 2015 e nell’aprile scorso a Roma nella Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati in un incontro presieduto dalla vicepresidente della Camera Marina Sereni.

“Wildlife Economy. Nuovo paleolitico” è “un saggio breve dallo strano titolo – spiega l’autore – , forse ermetico. Una sua parafrasi potrebbe essere: “proposta di utilizzazione economica di una parte della fauna selvatica italiana, quella suscettibile di essere tecnicamente amministrata, imitando l’approccio che gli umani adottavano nei confronti della stessa precedentemente all’invenzione dell’agricoltura, in chiave moderna”. Titolo probabilmente più comprensibile ma, con maggiore probabilità, contro ogni tentazione! Il lettore

scoprirà, molto presto, che la fauna selvatica può essere vista non come mero oggetto di contemplazione o, al contrario, di consunzione, bensì come “risorsa rinnovabile” da usare ragionevolmente.
Il volume tratta, dunque, di economia sostenibile, “buona” per l’attuale realtà italiana, nonché europea e qualsiasi altro luogo del Pianeta dove sia rimasta terra, erba, alberi. “Ancora oggi – spiega l’autore – la gran parte del territorio nazionale è caratterizzata da spazi dove si pratica o si praticava attività agronomica (agri-coltura, zoo-coltura, selvi-coltura). A partire dagli Anni Sessanta dello scorso secolo, porzioni sempre più

vaste di territorio rurale risultano abbandonate, sia per un progressivo cambiamento del modello socio-culturale della popolazione, sia, sempre più marcatamente, perché il costo complessivo finale dei prodotti non risulta convenientemente inferiore al loro prezzo di vendita, imposto dal mercato”.

Bernardino Ragni già ricercatore di biologia animale e professore di zoologia ambientale e di gestione faunistica presso UniPG. Esperto di biologia e conservazione dei tetrapodi, uso sostenibile e conservazione delle risorse naturali viventi, del paesaggio, del territorio.  Le attività accademica e professionale sono svolte in collaborazione con amministrazioni centrali e periferiche dello stato. Autore e coautore di oltre 160 pubblicazioni scientifiche e specialistiche. Membro della Species Survival Commission e del Cat Specialist Group dell’IUCN, The World Conservation Union. Fondatore della Società Italiana di Biologia Ambientale.