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Cesare Cassone : L’energia del colore

Cesare Cassone: L’energia del colore

La personale dell’artista barese Cesare Cassone che ospita il Centro Culturale Poli d’Arte fino al 31 luglio 2011 si chiama “ L’energia del colore” . Il titolo della mostra non è affatto casuale, in quanto l’intenso cromatismo di Cassone, che rivive nella calda nettezza dei gialli e dei rossi, nella luce pura del bianco e nella freschezza luminosa degli azzurri, diviene l’anima cinetica delle opere, sospese tra un espressionismo , capace di osare nei contrasti cromatici, e un impressionismo carico di mistero. E’ il colore il motore della forma che si rivela dai movimenti stessi degli elementi che vanno ad interagire sulla tela. Quella di Cesare Cassone appare come una pittura di semplice realizzazione , ma non lo è affatto: preservare la purezza cromatica, armonizzare il movimento, la capacità di costruire un’opera al primo impatto nella felicità di un gesto creativo che nasce già organizzato” in mente pictoris “, o ” dei “- se si considera la solarità che le sue opere sprigionano. Tutti elementi , quelli sopra indicati, che si coniugano con uno sperimentalismo il quale crea evoluzioni e stratificazioni e che fa del colore la materia stessa della tela.
Cassone dipinge i simboli dell’energia, o meglio della sinergia. Sinergie ora propulsive come i moti dei pianeti o lo svolgersi della vita interiore e secreta di simbolici alberi della vita, e sinergie ora drammatiche come dimostra l’omonima tela dedicata alla mattanza. I tonni creano un ritmo ondulato mentre sulle acque scure aleggia il rosso del sangue. E’ la medaglia della vita con la sua doppia facciata: su una vi è inciso il sacrificio e su l’altra, invece, vi è scolpita la rinascita. Saranno comunque fiori atomici a sbocciare tra mille voli leggiadri in un cielo puramente … azzurro.

Sandro Costanzi

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  • Raccolta di: Arte
  • “Duecento e più anni…” di Marcello Bemporad

    Un incontro veramente pregno di intensità diracconto di vita e di storia è stato quello con il Prof. Marcello Bemporad,ben noto ai più, per le varie impegnative funzioni ricoperte, al Consiglio dei Ministri di Bruxelles e come manager della RAI,ed altre ancora,ma perchè, questo testo ,un concentrato appassionato della vita della sua famiglia di origine ebrea e dell’Italia degli ultimi 200 anni, ha superato le nostre aspettative , non solo per il forte impatto emotivo che la saga della sua famiglia di origine ebrea ci ha fatto provare,ma anche per lo stile elegante della scrittura, per il gusto di riassaporare i valori e le abitudini di un’epoca appena trascorsa che l’autore magistralmente ,descrive.. Pagine commoventi, tragiche si alternano con episodi di vita vissuta, calzanti e rappresentativi di come una ” grande guerra” possa mutare rapidamente e radicalmente gli usi e costumi della comunità su cui si abbatte. Insieme alla giornalista della “Nazione” sig.a Mazzoni abbiamo avuto il piacere di sentire dalla viva voce dell’ autore aneddoti e ricordi dolci e tristi ma anche notazioni di colore amene .Un piacevolissimo pomeriggio trascorso al Centro Culturale Polid’Arte di Spoleto, insieme ad un pubblico attento e riflessivo Grazie Marcello

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  • VIAGGIARE CON MASSIMO POPOLIZIO E JAVIER GIROTTO NE “ LE CITTÀ INVISIBILI” DI ITALO CALVINO

    Italo Calvino è sicuramente uno degli scrittori contemporanei che sanno leggere la realtà sociale e culturale con particolari occhiali, composti da due lenti diversificate e per questo latrici di una visione unificante: la prima lente è la percezione realistica della crisi, mentre la seconda lente è la ricerca della lievità in mondi surreali e inaspettati. Massimo Polpolizio , nella totale semplicità scenografica, ha donato ai fruitori dello spettacolo , che si è tenuto al Teatro Romano giovedì 30 giugno 2011, una magia alchemica con l’eclettico saxofonista ( sax soprano e baritono) Javier Girotto. Un duo di artisti carismatici e capaci di evocare i sogni e i viaggi di Marco Polo a colloquio con l’imperatore Kan, un tour nell’Oriente fantastico e lussureggiante di utopie nei pensieri di due barboni senza tetto , ma poetici e decisi ha trovare un ‘ alternativa ed un senso alla miseria che avvolge le loro esistenze quotidiane. “ Chi comanda il racconto- scrive Calvino – non è la voce, è l’orecchio”: la prestazione dei due artisti ha realizzato in pieno il principio dello scrittore, suscitando il vivo interesse della platea.
    Nel gesto teatrale di Popolizio che crea identità abitate e personali nelle sfumature vocali e in movimenti accennati, nelle variegate suggestioni musicalo di Javier Girotto, la parola diventa quel verbo a cui lo stesso Calvino affida l’essenziale finalità di “ cercare e saper chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare , e dargli spazio”.

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  • MI CHIEDETE DI PARLARE:
    MONICA GUERRITORE DÀ VOCE A ORIANA FALLACI

    Il 54° Festival dei Due Mondi , in collaborazione con la Fondazione Corriere della sera, ricorda Oriana Fallaci, appassionata giornalista , interprete del XX secolo e profetessa del XXI secolo con un doppio appuntamento . Il primo è un convegno che si terrà presso il Teatro San Nicolò il 2 di luglio 2011: ORIANA FALLACI: TEATRO, CINEMA E FICTION LA RACCONTANO. Intervengono Ferruccio de Bortoli ( direttore del Corriere della sera), Fabrizio Del Noce ( Direttore di RAI Fiction), Domenico Procacci ( produttore Fandango); Sandro Pretaglia ( Sceneggiatore); Alessandro Cannavò ( giornalista del Corriere della sera); Rosaria Carpinelli ( consulente editoriale delle opere di Oriana Fallaci ); Edoardo Perazzi ( nipote della scrittrice); Giovanni Minoli ( direttore RAI per i 150 anni dell’unità d’Italia), la giornalista Lucia Annunziata e l’attrice Monica Guerritore ; moderatrice dell’ incontro è Emilia Costantini. Il convegno è il fulcro dell’altro grande evento , che è lo spettacolo della Guerritore ( Teatro San Nicolò : 1/2/3 luglio h 19,00), che con la “ Rabbia e l’orgoglio”, metterà in scena il solitario silenzio urlato di un’intellettuale coraggiosa e libera. “ Non guardatemi morire” , è il desiderio interiore di una leonessa che sola ha portato la responsabilità delle proprie idee: sola ha combattuto e sola vuole lasciare la savana selvaggia di questo mondo. Conclude la Guerritore: « “Una donna non muore se da un’altra parte , un’altra donna , riprende il suo respiro” dice Helene Cixous . Voglio riprendere il suon respiro. Per capire».

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  • 54° Festival dei Due Mondi: Amelia al ballo

    AMELIA AL BALLO: LA FRESCHEZZA CREATIVA DI GIAN CARLO MENOTTI

    Il 54° Festival dei Due Mondi , che si inaugura venerdì 24 luglio con l’opera menottiana Amelia al ballo (1936), si apre nel segno della memoria; la memoria appunto del M° GianCarlo Menotti , di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita avvenuta a Verese nel 1911: centenario che cade a quattro anni dalla morte avvenuta nel 2007. Il Maestro aveva vissuto ben 95 anni ( è stato uno dei compositori contemporanei più longevi) ricchi di incontri, di ponti costruiti tra i Due Mondi cercando di congiungere all’Europa e all’America anche l’Australia, di una forte azione innovatrice della cultura europea nella seconda metà del Novecento. Importante l’incontro con Arturo Toscanini che lo lancerà in America, dove frequenterà il Curtis Institute, fortemente basato sulle capacità individuali e sulla meritocrazia dei suoi studenti; lo stesso Istituto verrà inoltre frequentato anche da Bernstein e da Barber, personaggio essenziale nella vita di Menotti, la cui particolarità è stata quella di essere contemporaneamente librettista e compositore delle musiche delle sue opere.
    Uomo di teatro, sinfonista e compositore di musica da camera, a lui vanno riconosciute opere come The medium( 1945), The telephone ( 1947), The consul( 1950, Premio Pulitzer), Amahl and the Night Visitors (1951), The Saint of Blecker Strett(1954), Goya ( 1986) ,composta per il tenore Placido Domingo, e tra le ultime composizioni The singing child ( 1993). Vorrei ricordare anche alcune pagina sinfoniche, Jacob’s Prayer , For the death of Orpheus ( 1990), Flama de Amor Viva ( 1991), ma soprattutto il Gloria, composto nel 1995 in occasione del Premio Nobel per la Pace.
    Apri pista di questo gruppo è l’opera buffa Amelia al ballo una delle cui peculiarità è quella di avere il libretto in italiano. La regia di Giorgio Ferrara , ispirata a Visconti , ambienta questa gemma di Menotti ( perché nella sua brevità di un unico atto è limata con eleganza e con una forte caratterizzazione dei personaggi) nella Milano di inizio secolo , per l’esattezza nel 1910. La vis comica di quest’opera viene esaltata dalla scenografia preziosa e doviziosa di particolari, indicazione opposta alla linea corrente delle attuali scenografie minimaliste e asettiche: Menotti stesso dichiarò, in un’ intervista rilasciata ad Amadeus, di essere un musicista, sì del Novecento e quindi aperto all’innovazione, ma anche e soprattutto un tardo-romantico.
    Giorgio Ferrara ha esaltato la” felicità figurativa “ dell’allestimento scenico. Un’elegante facciata liberty si apre ad uno sontuoso interno dorato e rivestito di tessuti purpurei che lascia intravedere le guglie del Duomo di Milano; Amelia è l’unica a vestire di rosa , unica eccezione cromatica tra gli eleganti abiti neri. Pur di andare al ballo che apre la stagione mondana, rischia di tramortire con un vaso il marito geloso, fa incarcerare l’amante come ladro ( povero cuore innamorato e ferito), e se ne va al ballo con il commissario della polizia ( come si suol dire -mi si perdoni ancora una volta lo humor- tra i due litiganti il terzo gode). Menotti in quest’opera , crea un linguaggio che sì, risente della cantabilità di Puccini e di Mascagni, ma il quale è anche erede della sottile ironia delle opere buffe di Doninzetti e di Rossini.
    Cast: Amelia è Adriana Kucerova, il marito è Alfonso Antoniozzi, l’amante Sèbastien Guèze, l’amica Adriana Di Paola; la regia è di Giorgio Ferrara, la scenografia di Gianni Quaranta, i costumi di Maurizio Galante e il disegno luci di A.J. Weissard. L’opera si svolge presso il Teatro GianCarlo Menotti, le ultime due repliche sono previste per il weekend di luglio: 1/2 h: 19,00.

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  • Marcello Bemporad: Duecento anni e più

    Domenica prossima ore 17 presso il Centro Culturale Poli d’Arte il Prof. Marcello Bemporad sarà intervistato dalla giornalista Rosanna Mazzoni in occasione della presentazione dell’ultimo libro del manager romano: Duecento e più anni. All’incontro interverranno per un saluto introduttivo Annamaria Polidori Presidente ed animatrice del Centro Culturale, Luca Filipponi Presidente dell’Istituto europeo e dello Spoleto Festival Art.
    Marcello Bemporad già Direttore generale della presidenza del consiglio è stato ideatore ed attuatore di alcune istituzioni fondamentali per la cooperazione politica ed istituzionale tra Roma e Bruxelles.
    Attualmente svolge un ruolo organizzativo ed istituzionale per la cooperazione Europa – Usa ed in questo libro racconta la storia della Sua famiglia, una di quelle che a tutti gli effetti hanno la storia dell’Italia con personaggi di primo piano che vanno dall’editoria alla scienza, dalla pubblica amministrazione alla cultura.
    Così Bemporad si esprime su questa iniziativa:” Sono ben felice di presentare il mio libro a Spoleto città simbolo della cultura in quanto la mia famiglia è stata ed è legata fortissimamente alle realtà culturali e territoriali. Infondo leggere questo libro è sicuramente un modo indiretto e personale per ripercorrere le tappe dell’Unità e della storia d’Italia.”

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  • Gabriella Giuriato: I fiori di Ground Zero

    GABRIELLA GIURIATO:
    I FIORI DI GROUND ZERO

    Ma dacchè v’è un limite postremo , ( l’essere) compiuto è perfettamente
    da ogni parte , alla massa comparabile di ben rotonda sfera,
    che dal mezzo preme parimente in ogni dove: per esso infatti
    quel che occorre è che sia né in un punto maggiore, né in uno più esiguo.
    ( Parmenide, Sulla natura)

    Ancora irresoluta: e mentre ascendi,
    quasi l’avessi su con te levato,
    con te rapisci l’impeto e lo liberi –
    e ti inclini e sospendi e indicando d’un tratto
    dall’alto ai giocatori un punto nuovo
    li inquadri in una figura di danza. ( Rilke, La palla)

    Ho voluto introdurre questa riflessione critica dedicata a Gabriella Giuriato, grafico e pittrice che, vivendo e lavorando nella natia Venezia, opera il collage dipinto ( un influsso del locale artigianato delle maschere) , anche su sferiche calotte di legno, con delle citazioni apparentemente antitetiche circa la simbologia della sfera . La prima tratta dal poema filosofico di Parmenide intitolato Sulla natura descrive la compatta e perfetta sfericità dell’essere che , essendo sferico, non conosce squilibri all’interno della sua struttura. Diversa invece è la concezione di R.M. Rilke il quale nel carme Der ball (La palla) descrive la rotazione ancora irresoluta, perché ancora in atto, di una palla che, forte dell’impeto datole dal lancio, lascia sospesi e attenti i giocatori, calamitati dal transeunte fulcro visivo della stessa.
    Immobile perfezione dell’essere ( Parmenide) e rotazione fluente e sinergica ( Rilke) risolvono la loro antitesi nell’arte della Giuriato che coniuga i due aspetti concentrando e calamitando il vortice del moto in obbligati e necessari, in quanto unici e quindi unificanti, fulcri della rotazione: perni che nel moto circolare, espressione spaziale del greco ritorno dell’eguale, adempiono le storie inscritte in quella totalizzante e antica pergamena arrotolata, che è il destino del mondo, srotolando man mano il loro arcaico codice.
    In questo senso la scultrice osserva attentamente la storia attuale per leggerla alla luce della dialettica passato-futuro. Nell’opera Il crollo e la ricostruzione tra le due torri gemelle di New York che affondano nel mare, emerge da quello stesso mare, vettore quindi di morte e vita, e svetta il campanile di San Marco a Venezia, che diroccato nel 1912 venne ricostruito nel ’22. Tutta la vicenda storica si attorciglia lungo le cicliche e perfette sezioni della conchiglia: nella calotta istoriata campeggiano molte conchiglie, una delle quali sul capo di un’enigmatica donna, che rappresenta Cassandra, mentre la calotta superiore, ancora da scrivere , poggia, ruota e svetta su di una conchiglia che spicca per grandezza e purezza di materia; il perno e il fuso di una storia inedita che si spera migliore di quella appena conclusa. In Luci nello spazio, sfera la cui particolarità e unicità è data dalle luci interne che si proiettano all’esterno, l’artista ripercorre le stagioni dell’umanità: l’uomo che ascolta ove l’orecchio echeggia nell’attualità del CD, l’uomo meccanico rappresentato da materiale di recupero elettro- informatico e infine l’astronauta, l’uomo che vive in un futuro già in atto. A queste opere va associata anche l’unicum Che pianeta sarà che si richiama a Schwitters ( Gli avanzi del mondo diventano la mia arte) e che quindi si presenta come sintesi organica di materie di scarto; il tutto nell’argento enigmatico e nel riflesso irenico di un arcobaleno sulla volta tondeggiante del CD. L’arcobaleno come emblema di vita e precisamente della vita che si ricostruisce dopo una decostruzione trae le sue origini dalla mitologia diluviana:

    Io pongo il mio arco nelle nubi ed esso sarà un segno di alleanza fra me e la terra. (….) Le acque non diverranno mai più un diluvio per distruggere ogni carne ( Genesi 9,13-14).

    E non solo ma anche e soprattutto l’arcobaleno è anche simbolo di speranza, quella speranza che diventa forza e dialogo per ricostruire giardini sulla cenere e tra le macerie e torri di luce, come fari e monito ad una società che non deve dimenticare la sua tradizione di libertà e democrazia, nata anche dagli orrori del secolo breve. Ma nel frattempo, non rimane che trovare una via di fuga tra i grattacieli infuocati, magari anche un varco che diventi il fulcro di una liberazione e il seme di un fiore inatteso che sboccia tra gli asfalti insanguinati .

    Sandro Costanzi

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  • Raccolta di: Arte
  • Corrado Calabrò a Spoleto

    Sabato 25 giugno alle ore 17,00 presso la sala Ermini di Palazzo Ancaiani si svolgerà la manifestazione culturale dal titolo “I poeti si incontrano” con la presenza del poeta e letterato Corrado Calabrò, Presidente dell’autority della comunicazione e dell’Avv. Angelo Sagnelli, giornalista, poeta e letterato premiato alla Biennale della poesia di Venezia.
    I due poeti insieme ad altri illustri colleghi saranno intervistati dallo scrittore e giornalista Alfonso Marchese.
    Alla manifestazione culturale che si ispira a quella rassegna inventata circa quaranta anni fa dal maestro Giancarlo Menotti durante un famoso Festival dei due mondi e cioè “I poeti senza frontiere”, parteciperà lo scrittore e giornalista Luca Morricone anche in qualità della rivista Linfera, una delle testate culturali più accreditate nel settore della letteratura e della poesia.
    Questo incontro rientra nell’ambito delle manifestazioni culturali facenti parte dello Spoeltofestivalart con l’obiettivo di costruire numerosi eventi culturali intorno al Festival dei due mondi, come d’altra parte accadeva gioco forza nei più importanti festival degli anni ’70 e ’80.
    L’organizzazione dell’incontro è stata curata dall’istituto Europeo per la Formazione e l’Orientamento presieduto da Luca Filipponi che nell’ambito dell’incontro presenterà le altre novità legate al premio internazionale Spoeltofestivalart, tra le quali la riedizione in forma cartacea ed in forma multimediale della rivista culturale “La fiera letteraria” che fu uno dei giornali più importanti e di tendenza degli anni ’70 ed ’80.
    Alle ore 19,30 è previsto un incontro con Happening e lettura dei testi di autori importanti da parte degli stessi poeti presso P.zza della Signoria Centro Culturale Poli d’Arte.
    Il Presidente dello Spoletofestivalart Luca Filipponi ed Angelo Sagnelli, responsabile della Biennale di poesia, hanno mostrato interesse e soddisfazione per perfezionare questo progetto culturale: “A settembre faremo il premio Spoletofestivalart Letteratura che rappresenta il simbolo di tutto il movimentismo culturale, tematico ed internazionale, nato intorno a queste attività.

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  • Lunedì 20 maggio alle ore 10,30 presso l’Hotel Nuovo Clitunno di Spoleto sarà presentato il Premio Internazionale Spoletofestivalart 2011 organizzato dall’Istituto Europeo per la Formazione in collaborazione con numerose istituzioni ed accademie italiane, europee ed internazionali.
    Il Direttore Artistico del premio, il M° Prof. Sandro Trotti, ha espresso soddisfazione per le modalità di organizzazione di questa nuova edizione: “Il Premio Spoletofestivalart è ormai divenuto un vero e proprio evento internazionale al quale sempre più artisti emergenti o affermati hanno chiesto di partecipare all’edizione 2011”.
    Il Presidente della commissione del premio, M° Prof. Sandro Bini, noto artista ternano che parteciperà alla Biennale di Venezia – Umbria, si è detto soddisfatto delle tante attività che questa manifestazione offrirà a tutti gli artisti premiati che in questa edizione saranno circa 70 tra scultori, pittori e digital art.
    In effetti tutti gli artisti premiati avranno un catalogo dedicato alla manifestazione ed almeno sei mostre itineranti in varie città italiane: Spoleto, Perugia, Rieti, Mantova, Cremona e Milano e poi a conclusione ci sarà una mostra collettiva delle opere premiate presso una istituzione comunitaria a Bruxelles.
    Alla presentazione parteciperanno anche il Prof. Alberto D’Attanasio, stretto collaboratore di Vittorio Sgarbi, in qualità di Presidente della commissione scientifica del premio ed il maestro Enrico Di Sisto, Presidente della Angioina Arte, che per l’occasione ha effettuato una mostra personale a Spoleto presso i locali di via Saffi, nella sala degli ex orafi: alla fine della conferenza, alle ore 12,30, presso tale sala, si svolgerà un happening di presentazione della mostra alla presenza del Prof. Gianni Turina che in qualche modo sancirà un accordo di collaborazione stretta tra Premio ed Expo Spoletofestivalart e varie istituzioni del comprensorio reatino.
    Il Dott. Remo Alessandro Piperno, editore e Direttore della casa editrice Cida, ha inviato questo messaggio agli organizzatori: “Sarò felice di consegnare alcuni trofei e riconoscimenti per il premio Spoletofestivalart il giorno 9, che è divenuto un vero e proprio evento di comunicazione nel settore artistico – culturale”.
    Il Prof. Luca Filipponi, Presidente dello Spoletofestivalart ha espresso soddisfazione per quanto è stato fatto: “In questa edizione abbiamo avuto circa 1200 contatti di adesione e rapporti e partnership con le principali istituzioni artistiche internazionali tra le quali il Gran Palais di Parigi, l’Accademia di Pechino e di Shangai, la Biennale di Salvador De Baia in Brasile. La Presidentessa del Gran Palais di Parigi, Dominique Chapelle, ha confermato la sua presenza per il 9 luglio a presenziare la manifestazione, come seconda edizione può anche bastare, anche se sono previsti altri grandi nomi presenti per il 9 luglio, tra i quali William Tode, notissimo artista ed uomo di cultura già Direttore degli Uffizi di Firenze”.

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  • Anteprima di primavera: Incontri e Confronti

    Il Centro Culturale Poli d’Arte per quest’anno aprirà i battenti il 14 di maggio 2011 con una mostra collettiva , intitolata Anteprima di primavera: Incontri e confronti; ad essa infatti parteciperanno tutti gli artisti che saranno presentati nelle successive e rispettive mostre personali . Aprirà la serie la pittrice Verena D’Alessandro, autrice di paesaggi , ispirati al pittore americano Hopper, che quindi possono definirsi paesaggi interiori. Al fruitore delle sue opere la D’Alessandro non propone le risposte, bensì le domande dell’anima. Affacciarsi da una finestra e vedere palazzine chiassose di solitudine, quelle autostrade fatte di motel e di distributori forniti di tutto e domandarsi sotto un cielo carico di nubi: «Dove sto andando?»: questi i dubbi che trapelano dai suoi grigi e dai suoi gialli ,carichi del mistero dell’esistenza.
    Per il Festival dei Due Mondi seguirà la mostra di Gabriella Giuriato, collagista, grafica e scultrice nota per il suo Mondo di Sfere, il quale quest’anno esploderà in una mostra evento , dedicata all’undici settembre 2001 (quest’anno ricorre il I decennio dal tragico accaduto conclusosi con la morte di Bin Laden).
    La mostra che propone per il Festival ha il titolo poetico “I fiori di Ground Zero”. Per la collettiva espone tre monotipi grafici (Towers), ove l’antica tecnica dell’incisione si apre alle novità del XXI secolo. Cosa ci tramanderà la Giuriato , cosa di questo mondo? E soprattutto, parafrasando il titolo di una sua sfera piccola preziosa e soprattutto lunare, “Quale pianeta sarà?”.
    Sarà poi il turno di Cesare Cassone, artista barese il cui astrattismo è fortemente materico ed espressionista. L’intenso cromatismo ora cubista, ora cinetico ha il coraggio di osare nel confronto dialettico degli acromatici con i colori primari e vince la sfida in una composizione armonica ove la forma incide le stratificazioni materiche.
    Per agosto è prevista un ‘altra importante mostra: quella di Mario Palma, noto esponente dell’ambito romano, che vanta un’importante e nutrito curriculum e che presenterà una mostra dedicata a Petra colta nel suo cromatismo cinetico e luminoso insieme. Per la collettiva presenta invece una serie dedicata al deserto che l’artista espleta in una sua suggestiva lirica:”Abbandonarsi avvolti dal silenzio. /Non mormorio, non onda,/non fremito di foglia,/non il sibilo del vento./Il cuore che batte e la mente/a tirar su i ricordi, immagini e suoni …/ Il deserto ai miei occhi/ si popola di vita!”. Sì vita che scorre onda su onda, che muove correnti di energia in passeggeri sentieri di sabbie e in danze aree di luce: il tutto in una serie cromatica che parte fredda dal celeste e passando per il violetto culmina nel rosso.
    Conclude il giovane Valerio Vittozzi ( 22 anni), artista multimediale e aperto alle nuove frontiere dell’arte contemporanea: tra le finalità della Poli d’Arte c’è anche quella di investire sui giovani per dare slancio ed energie nuove alla cultura. Nel Vittozzi la Roma barocca si tramuta in stratificazioni cinetiche che tracciano una storia antica e pronta a rivoluzioni inaspettate lungo lo scorrere dei secoli, quella del movimento: dal Barocco al Futurismo fino all’arte cinetica.

    Orario di galleria : La mostra è aperta dal 14 al 29 maggio 2011: 10,30/13,30- 17,00/20,00, chiusura: il lunedì e il martedì.
    Sandro Costanzi

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