Archivio della categoria ‘Arte


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Tutti al mare: l’opera prima di Matteo Cerami
Venerdì 1 aprile presso il Cinema Teatro Corso è stato proiettato il film “ Tutti al mare”; opera prima di Matteo Cerami , figlio d’arte . Suo padre è infatti Vincenzo Cerami, noto esponente della cultura italiana del secondo Novecento e del I decennio del 2.000. Matteo dal padre ha ereditato lo schietto realismo ( di forte matrice pasoliniana) e la profonda ironia che ora alleggerisce e ora sorride ( dipende dalle situazioni ) ai drammi della vita e della società. La serata è stata animata da Matteo e Vincenzo Cerami ed è stata condotta da Alfonso Marchese ,nota firma de Il Messaggero.
Tutti al mare è la revisione di Casotto, film cult di Citti e scritto da Vincenzo Cerami, il quale ha osservato il cambio di mentalità che ha attraversato l’Italia degli anni ’60-’70 dello scorso secolo e l’Italietta dei giorni d’oggi: da paese costruttivo e pieno di progetti per il futuro siamo diventati siamo diventati un popolo depresso e senza più il coraggio di sognare orizzonti ulteriori ( e il contrasto si accentua ancor di più in questo anniversario dei 150 anni dell’Italia). Un cast stellare: Vincenzo Cerami , Ilaria Occhini, Ninetto Davoli, Gigi Proietti, Pippo Baudo, Ennio Fantastichini et al.): ogni personaggio tagliato addosso e perfettamente indossato da ogni attore. La vecchietta che sfrutta l’immigrato , le forze dell’ordine corrotte da pranzi e merendine, il malato mentale lasciato a se stesso, l’esigenza della paternità e della maternità nelle coppie omosessuali, il pregiudizio sociale e l’incasellamento in rigidi pregiudizi. Una bella ouverture per un bel finale melodrammatico: un barcone di immigrati tunisini che sbarcano durante una cena VIP , ospite d’onore Pippo Baudo, gli effetti speciali sono realizzati dai mezzi di locomozione delle forze dell’ordine. Un finale di grande effetto? No , è solo la realtà, che vera esce dai corpi nudi di una spiaggia dai contrasti scolpiti.
Sicuramente quella di Vincenzo Cerami è una vita fatta di parole, nelle cui vie ha incontrato le personalità della cultura italiana. Alla domanda ( cf. FilmTv n. 948 , anno 19, n 12): «Di cosa si parla, davvero della sua vita?», egli risponde così: «Del mio viaggio tra le parole, da quando ero piccolo ad oggi. Dal mio incontro con Pasolini, giovane professore 28enne con la passione per il calcio e con una visione austera della cultura. Fu lui che mi istigò a combattere con le parole. Poi ci sono i miei amici Fellini, Moravia, Elsa Morante, Calvino … Persone che ho conosciuto e sono state importanti nella mia vita».
Confessa Vincenzo Cerami in un’intervista rilasciata a Film TV: « La spiaggia è un buon punto di osservazione del nostro Paese. Si presta a raccontarci coralmente, in modo grottesco, surreale ma anche realistico. Specchio di un Paese che era piccolo borghese e impettito, che si “spogliava “con pudore, e oggi è più sbracato, sfacciato, esibizionista. Il casotto si è fatto chiosco ( alla sera ristorantino di lusso). Scrittura e regia – l’assessore Cerami ammette in precedenza- sono linguaggi che Matteo conosce bene , da anni. E’nato in una casa piena di libri e di cinema. Ha fatto il suo debutto tra le braccia di Laura Morante in Colpire al cuore. Amelio, Bellocchio, Benigni lo hanno visto nascere e crescere. E lui è cresciuto con loro. (…) Con me ha scritto la sceneggiatura , per conto suo tutto il resto del film, con la regia, la direzione degli attori, il montaggio … A quel punto io sono diventato un semplice attore. Ho amato vederlo fare il suo lavoro» A Matteo Cerami va riconosciuta la capacità di non scadere nel banale e di scattare una fotografia realistica del nostro Paese . Come risolvere la problematica? Matteo ci suggerisce due opzioni o contemplare le nubi tra mille lenzuola di spazzatura e domandarsi ancora : “ Cosa sono le nuvole” o tingersi di rosso le unghie dei piedi e avere un pizzico di sana ironia per dare senso ad una realtà così grigia.

Sandro Costanzi

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  • Raccolta di: Arte
  • Giulio Greco : Evolvere in seno alla luna

    Giulio Greco: Sentieri, per un’ antologica ( 1971- 2011):
    EVOLVERE IN SENO ALLA LUNA

    Dal 26 marzo al 10 aprile 2011 si tiene presso l’ex-museo civico di Spoleto la mostra personale di Giulio Greco, promossa dall’OPE ( Osservatorio parlamentare europeo), dalla LUPE( Università popolare europea) e dallo Spoleto Festival Art: Sentieri , per un’antologica; appunto un’ antologica perché Giulio Greco, nato a Salerno nel 1949, inizia la sua nutrita e documentata attività di pittore e ricercatore di nuove tecniche espressive fin dall’inizio degli anni ’70 dello scorso secolo a Firenze, ove presso l’Accademia delle Belle Arti terminerà gli studi sotto la guida di Afro Balsadella e Vinicio Berti, per poi dedicarsi negli anni ’90 anche all’attività di scenografo teatrale: ogni sua opera infatti ha un’intensa drammaturgia, una liturgia cosmica, fortemente pregna della poeticità propria dell’autore. Cito solo qualche titolo , o meglio qualche verso, di un cantico pitto-scultereo di un’anima gravida di mille eteree sensazioni terrene: cieloterra, sogno di Odisseo ( senza Itaca), aggiavulà, la danza che illuminò la notte,poggio la scala/ci-presso la luna,fior di noi, de-gener-a-zione, il silenzio necessità interiore, un vuoto che germoglia,aravo con cuore,l’oracolante con fior di cuore, cuor d’ala per luna, il vuoto che si incunea, il canto del vuoto, quasi angelo il fiore, la luna che nutre.
    Già il titolo di fatto introduce il fruitore in un orizzonte lunare, ove la materia vissuta , la juta corrosa, alleggeriscono le tensioni del quotidiano in una spiritualità umanizzata da influssi angelicamente femminili. Giulio Greco è prima di tutto un disegnatore con la mano felice : lo dimostra il suo opus figurativo per nulla scontato e già aperto alle nuove tendenze dell’ultimo trentennio dello scorso secolo. La sua è una modernità che , ricercando l’equilibrio nella composizione, rende omaggio al grande insegnamento dei classici ellenici (l’artista è nato Greco nella Magna Grecia per poi trasferirsi nella Firenze del Rinascimento): l’avanguardia è tornata all’archè di tutto, ovvero al bilanciamento delle linee di forza nella semplicità dell’insieme, per nulla superflua , anzi ricercata. Inoltre molte sue opere possono definirsi pitto-sculture: la tela o la tavola divengono il supporto ove la juta è applicata a strutture in genere lignee o viene integrata ad altri oggetti, che si tramutano così in elementi dialettici nella scena vivente del manufatto artistico.
    Nell’opera del Greco sacro e profano coesistono e volano insieme su ali d’angelo: l’angelo è appunto la grande e maestosa juta del ’92, quasi uno stendardo di una nobile e antica casata: a testimoniare la grande riverenza che l’artista nutre verso un personaggio che si può incarnare anche nel corpo di una donna, sulla scia della grande tradizione letteraria , tutta stilnovistica e quindi dantesca, della donna-angelo. Ma c’è da dire che la religio del Greco è per lo più di matrice meridionale : nuovi oracolanti evocano gli spiriti degli aruspici che li hanno preceduti e i simboli della devotio popolare cristiana denunciano l’attuale degrado morale, che, parafando il titolo di un’opera dell’artista è una de-gener-a-zione . Così infatti si intitola un’opera del 2.000 in cui di un cuore sacro, evoluzione laica del sacro cuore, non rimane nulla, se non una labile ombra, perché l’ex-voto è ormai smarrito e ha lasciato un vuoto significativo : spetterà alla coscienza di ognuno ( un angelo appunto ) a riportare un cuore pulzante al fulcro di questa nostra storia, ora più che mai lacerata.
    Giulio Greco guarda e rappresenta il fluire di questo mondo con occhi di donna e sa entrare con empatia nella psiche e nel cuore di questa creatura che non a tutti ri-vela la sua intima e propria realtà. L’opera del manifesto è Mater (2003), una pitto-scultura di forma ellittica e di orientamento verticale nel cui centro si svolge la vita e con gli estremi vuoti , che navigano verso l’ignoto; una reinterpretazione della vulva ove la sessualità è il primo gradino di un’iniziazione all’amore.A tal proposito scrive Saffo: C’è sull’alto del ramo, alta sul ramo/più alto, una mela/rossa: /dai coglitori dimenticata. L’ars amandi è quindi regolata dalle fase lunari: la donna è una sacerdotessa che va rispettata nel suo mistero, lei è la madre terra che genera i fiori e quanto di nobile esiste , lei è la musa Selene: la luna appunto in dialogo con l’intero esistere del creato. E Saffo conclude: Dimenticata? No!non fu raggiunta.

    Sandro Costanzi

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  • Raccolta di: Arte
  • La nuova Stagione 2011 delle mostre alla POLId’ARTE

    Verena D'Alessandro

    Cesare Cassone

     

    Gabriella Giuriato

     

    Mario Palma

     

    Valerio Vittozzi

    Cari amici
    dopo questo noioso e “gelido” inverno apriremo la stagione con delle conferenze in sede le cui date visaranno annunciate, poi da giugno sono già in calendario 4 importanti mostre : aprirà la stagione una artista di grande forza espressiva con un curriculum di livello pari alla sua bravura : VERENA D’ALESSANDRO ,che si potrebbe dfinire una pittrice paesaggista dell’anima ! Questo vuole dire che non dipinge dei paesaggi reali ma delle sensazioni degli stati d’animo,con colori e spazi che spingono verso l’infinito orizzonte dove tutti vogliamo arrivare.
    Tornerà nel periodo del Featival dei 2 Mondi una pittrice -scultrice che fa parte della nostra schiera di artisti amati dai nostri collezionisti: GABRIELLA GIURIATO già nota per il suo “mondo di Sfere” ,quest’anno dedica il suo lavoro di 2 anni di ricerca all’anniversario della caduta delle Torri Gemelle di New-York : sarà senz’altro una mostra da non mancare sia per la bravura dell’artista ,sia per l’istallazione che sorprenderà sicuramente i vistatori. Ad Agosto, avremo l’onore di presetare un’artista che ha una carriera di successi alle spalle che ha collaborato con grandi personaggi del mondo della cultura ,ed esposto a Roma più volte nella prestiggiosa Galleria “Trifalco” in via del Vanataggio : MARIO PALMA ,mio caro amico di tanti anni ,esporrà le sue ultime opere che segundo il suo iter di continuo rinnovamento saranno sicuramente un appuntamento gioioso per chi ama l’ Arte.
    Ho poi quest’anno voluto presentarvi un giovane ( 22 anni) su cui puntare come collezionisti,perchè come vedrete ha una grande preparazione,inventiva e fa delle creazioni non solo originali e aggrappanti, ma di una forza vitale, di uno slancio verso lo spazio antistatnte ,e nella composizione con materiali diversissimi tra loro, di estrema piacevolezza nel risultato raggiunto e voluto. Questo giovane artista si chiama VALERIO VITTOZZI,come gallerista punto molto su di lui e credo che anche voi dopo la visita alla mostra lo ricercherete.
    Ci saranno anche molti eventi culturali : già possiamo annunciare il9 Luglio la premiazione degli Artisti scelti dall’OPE ( osservatorio per la Cultura Europeo da parte del prof Luca Filipponi ed altri importanti sorprese saranno annunciate viavia che si avvicinano nel tempo. Buona Cultura a tutti ! Annamaria Polidori 

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  • Raccolta di: Arte
  • L’ associazione culturale Fare Cultura è lieta di annunciare il convegno dedicato a Vincenzo Maria Rippo e che si terrà venerdì 3 dicembre 2010 , ore 16,30, presso Palazzo Mauri in Spoleto:
    VITA E POESIA NELL’OPERA DI VINCENZO MARIA RIPPO
    Interverrà in primis il prof. Francesco d’Episcopo , docente di letteratura italiana e di letterature comparate presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, nonché curatore e critico dell’opera letteraria del Rippo. Interverranno inoltre il dott. Simone Fagioli con il “Commento ai Prologomeni a una nuova metafisica dell’essere “( l’opera filosofica di Vincenzo M.), e il dott. Sandro Costanzi con un excursus nell’universo spirituale del poeta ( Coglimi come io mi vorrei: l’umanesimo ecumenico di Vincenzo Maria Rippo). L’Ultimo e conclusivo intervento è affidato alla dott.ssa Giuliana Rippo, che ha per argomento il rapporto tra Spoleto e Vincenzo : in Spoleto qual è il futuro per Rippo ?. Verranno inoltre letti poesie e frammenti epistolari del nostro autore: voce recitante la poetessa Elisabetta Comastri, accompagnamento musicale Paolo Parigi. Infine durante il convegno verrà presentato il sito internet: www.vincenzomariarippo.it.
    Ogni giorno mi ritrovo/sopravissuto : è un verso di Vincenzo Maria Rippo ( Napoli 1947- Spoleto 1970) , artista e pensatore poliedrico , spoletino d’adozione e di fama internazionale. Infatti il suo fu un vero e proprio caso letterario: la sua opera raggiunse subito il successo editoriale e della critica , ma egli non godè affatto di tale notorietà a causa della lucemia fulminante che rapida lo condusse alla morte. Egli stesso ne ebbe il sentore e suggellò in un foglio il doloroso , ma veritiero, responso : Le poesie usciranno postume. La breve, ma intensa, vita del poeta, la cui produzione artistica è ponte tra l’occidente classico e l’oriente islamico, tra i linguaggi antichi e fondanti della classicità e la novità linguistica della beat generation, quindi non fu altro che il miracolo di quest’ora sospesa . Studente brillante, batterista de Gli Alogeni, pittore, poeta nonché filosofo: a lui si devono i seguenti scritti, che il padre, Renato fino all’anno della sua morte, avvenuta nel 2003, ha fatto pubblicare e ha divulgato: le Poesie e gli Poesie inedite e rare , le Lettere a Francesca , Tacito storico, Prologomeni a nuova metafisica dell’essere e infine uno scritto sull’Islam, curato dal prof.re Francesco D’Episcopo (Rippo e l’Islam).
    Fare Cultura, ringrazia in primis la famiglia Rippo, quindi la Regione Umbria e il Comune di Spoleto e infine gli enti culturali con cui è collegata: il Centro Culturale Poli d’Arte, onorato d’aver ospitato nel maggio 2009 una celebrazione dedicata al Rippo, Spoleto Activa e il Caffè Letterario di Palazzo Mauri, che offrirà un aperitivo a fine convegno.

    Dott. Sandro Costanzi

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  • Raccolta di: Arte
  • Evans- Polidori : PERSONALE AL NARCISO

    La Galleria Il Narciso inaugura la stagione 2010-2011
    con una Mostra di particolare prestigio:

    “Tecnica e Pensiero alla ricerca del senso”

    I due artisti espositori, Edward Evans, pittore newyorkese, e Annamaria Polidori, scultrice romana, legati da una profonda reciproca stima ed amicizia, hanno più volte esposto insieme presso il Centro Polid’Arte; “Pittura-Scultura”, la mostra personale, svoltasi in occasione del 53° Festival dei Due Mondi e che ha riscosso un grande interesse. Hanno inoltre partecipato al 1° FestivalArt di Spoleto, ideato e organizzato con successo da Luca Filipponi.Il curriculum di entrambi è ricco di Mostre internazionali e le loro opere sono esposte in musei ed importanti collezioni italiane ed estere.
    Edward Evans, sulla scena internazionale dal 1972, ha iniziato ad esporre in Europa dal 1991 e in Italia dal 1995, tenendo la sua prima mostra personale proprio al Centro Culturale Poli d’arte di Spoleto, nel segno di quell’ amicizia carica d’innovazioni tra i Due Mondi del M° Menotti. Nella personale romana presenta una serie di opere che vanno dalle opere degli anni ’90 dello scorso secolo in cui la tela diviene la lastra metallica, corrosa e rarefatta e incisa o delle leggi costituzionali o del pensiero dell’artista alle opere del I decennio 2.000 in cui l’artista propone al fruitore il suo pensiero in cinese ( Evans infatti è anche un artista affermato in Cina). Le opere attuali, ritornate all’iniziale monocromia arricchita però da un attento studio della policromia, riflettono l’assunto di sempre: l’illusione diviene realtà per Evans, iperrealista astratto e ormai messaggero dei Tre Mondi ( l’America, l’Europa e l’Asia).
    Annamaria Polidori espone a Roma – dove ha frequentato l’Accademia d’Arte – dal 1977 e dal 1992 espone negli U.S.A. Nel 1987 ha firmato con altri artisti il Manifesto “La Cosmostruttura, mostra che tenne nella suggestiva corte di Palazzo Mauri in Spoleto, l’attuale Caffè Letterario della Biblioteca Comunale di Spoleto ritornata all’antica e prestigiosa sede. La Cosmostruttura nacque con la finalità di ricreare l’energia cosmica usando in maniera innovativa antiche materie come il ferro e il legno o nuove materie come il plexiglass e il cemento, cari ad A.Maria Polidori. Esordisce come artista figurativa presso la Galleria Russo di Roma; e’ il cemento a sancire la nuova linea stilistica : un astrattismo a volte con l’eco leggiadra del barocco romano e a volte con tensioni di ispirazione futurista. La storicità del cemento ( anni ‘80); l’illusione di luci ombrate di realtà nel plexiglass ( anni ‘90); la duttilità , sinuosa e femminile, della pietra leccese ( anni 2.000): questo l’iter artistico della Polidori, che dal ‘95 dirige il Centro Culturale Poli d’Arte.

    INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: SABATO 16 OTTOBRE 2010
    LA MOSTRA RESTERÀ ESPOSTA DAL 9 AL 30 OTTOBRE IN VIA LAURINA 26 ROMA:
    MERCOLEDÌ / SABATO 11/13 – 16,30/19, CHIUSO LUNEDÌ, MARTEDÌ E FESTIVI

    Sandro Costanzi

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  • Raccolta di: Arte
  • I links dello Spoleto Festival Art

    Links: Spoleto Festival Art
    Galleria Fotografica:

    http://notitiae.wordpress.com/2010/09/27/spoleto-festival-art-galleria-fotografica/

    VIDEO:
    I Parte http://www.youtube.com/watch?v=TzIGOiLlnAE
    II Parte http://www.youtube.com/watch?v=Mqzgs0mdU9g
    III Parte http://www.youtube.com/watch?v=PQQaTRquDBU
    IV Parte http://www.youtube.com/watch?v=K30LYhYN9go
    V Parte http://www.youtube.com/watch?v=oQFb_Gum-Hg
    VI Parte http://www.youtube.com/watch?v=lDmk4nJW3JA
    VII Parte http://www.youtube.com/watch?v=yh8Fu19XWV0
    VIII Parte http://www.youtube.com/watch?v=svwdyX9NkN4
    IX Parte http://www.youtube.com/watch?v=t5M2ix61fsY

    Aritcolo:

    http://www.spoleto7giorni.it/2010/09/migliaia-di-visite-per-spoletofestivalart-2010/

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  • Raccolta di: Arte
  • I EDIZIONE DELLO SPOLETO FESTIVAL ART: LA POLI D’ARTE HA PRESENTATO ….

    Originale, coraggiosa l’iniziativa del prof.re Luca Filipponi , che in sinergia con il M° Trotti ha organizzato e prontamente ha presenziato presso il Chiostro di S. Nicolò in Spoleto , dal 24 al 27 settembre 2010 la prima edizione dello Expo del Spoleto Festival Art ; evento ricco di arte e di cultura che ha visto eventi di poesia con Sandrino Aquilani, Maurizio Cucchi e Angelo Sagnelli e la collaborazione con il Teatro Lirico Sperimentale A. Belli. Per l’occasione il Centro Culturale Poli d’Arte ha presentato alcuni tra i suoi migliori artisti: Edward Evans, AnnaMaria Polidori, Sandro Marinacci,Laura Mariani, Nino La Barbera, Livia Carta Segato, Mario Moretti, Stefania Lubrani, Gabriella Giuriato e Veronique Massenet.
    Ogni artista esposto si diversificava dall’altro, ma proprio per questo l’uno era complementare all’altro. Interessante il connubio Evans- Polidori, che è ancora possibile fluire presso la galleria Il Narciso in Roma (inaugurazione il 16 ottobre 2010): i due artisti hanno esposto insieme per il 53° Festival dei Due Mondi. Evans ,pittore iperrealista astratto , e A.Maria Polidori , scultrice in pietra leccese: le superfici dense di cromie rarefatte in Evans erano parole per l’Autobiografia della Polidori ( scultura in pietra leccese raffigurante un libro) , le pieghe di metalli corrosi ben si armonizzavano con i giornali consunti dal vento nella Polidori. Artista a lei collegato è il romano Sandro Marinacci, maestro antroposofo che nella tecnica della pietra leccese indica una via per lo sblocco delle nostre tensioni; fiammelle di luce si librano in movimenti sereni, l’armonia di un’energia ordinata e consapevole.
    Laura Mariani, pittrice e incisore, ha presentato i suoi paesaggi espressionisti ove la natura si rivela in tutta la forza e in tutta la sua dolcezza. Lei rappresentava l’Umbria, in quanto artista di Terni, tra le varie voci extra regionali e internazionali. Aereo, epico e mitico invece il siciliano Nino La Barbera, con le sue donne volanti e i suoi angeli apocalittici che interrogano dal passato l’uomo del futuro. Il secondo stand ha visto invece un interessante tris di donne: Livia Carta Segato, Stefania Lubrani e Gabriella Giuriato.
    Le sabbie di Livia Carta e i suoi flussi circolari verso un punto unitario, l’acqua insegnata dalle sabbie del deserto ben si sposavano i deserti di Moretti: luoghi metafisici dell’anima ove il silenzio si sgrana in sfuggenti chicchi di sabbia: l’Infinito è dentro di noi ( per la Segato) e materializza la metafisica per Moretti.
    Esoterica, profonda Stefania Lubrani che ha immerso i visitatori in Atlantide : dalle acque superficiali alle profondità inconsce: il tutto illuminato e sigillato dalla cera d’api. Ironica e d’ispirazione Dada invece la veneziana Gabriella Giuriato, che ha portato monotipi grafici e sfere geometriche. Dulcis in fundo la francese Veronique Massenet, scultrice in legno e in bronzo, esposta nell’ultima personale della Poli d’arte. La sua arte è un vibrar di legni, che librano la natura ascetica e sociale della relazione nell’uomo e nella natura.

    Sandro Costanzi

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  • Raccolta di: Arte
  • conferenza di Claudio Angelini

    incontro con il presidente dell’istituto dell Cultua Italian A New York sul suo Libro: Barak Obama, un anno di sfide

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  • Stefania Lubrani: il mondo di Atlantide alla Poli d’Arte

      Dal  24 luglio al 15 di agosto 2010  presso il Centro Culturale Poli d’Arte è  presente la mostra personale dell’artista Stefania Lubrani. La Lubrani ha  portato Atlantide, con un particolare allestimento: dalle acque  superficiali si  giunge fino alle profondità del mitico continente sommerso ( il tutto da un passaggio cromatico dall’azzurro al nero brunito); Atlantide è quindi il prototipo del nostra  interiorità.  La mostra, inaugurata sabato 24  luglio, con un magistrale discorso del M° Ennio Calabria, il cui fulcro era centrato sulla fluidità  e delle acque  e della cera, ha visto un reading di poesia.  Protagonisti, oltre ai giovani poeti  Danilo Santi, Valerio Rosati, Loriano Grullini  e Sandro Costanzi,   i poeti Stefania Lubrani e Angelo Sagnelli, presidente dell’associazione culturale In tempo. Al violoncello il giovane Federico Papi con musiche di Bach.

    La  liquidità dell’acqua e il caldo magma della cera persa, presente nelle opere della Lubrani; simboli  di vita e rinascita: ciò nasce anche dalla forte esperienza spirituale, e non solo artistica,  del restauro del Bambino di Praga, curato dalla stessa artista.  Sabato 7 agosto 2010 ore 17,30, sempre alla Poli d’Arte , la conferenza di Stefania Lubrani “ L’etica della cera” circa la storia e l’uso della cera nell’arte  e il restauro della celebre  scultura praghese.

     Sandro Costanzi

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  • Raccolta di: Arte
  • SPOLETO FESTIVAL 53.: Mostra EVANS polidori

    NOTA CRITICA EVANS – POLIDORI

    Presso il Centro Culturale Poli d’Arte ( Piazza della Signoria; Via del Duomo 27 ; www.polidarte.com;www.polidarteblog.com) fino al 4 di luglio 2010 è ospitata la mostra di Edward Evans (pittore) e AnnaMaria Polidori ( scultrice ). Evans è un importante artista americano presente nelle più importanti collezioni pubbliche e private negli USA, in Europa e in Cina. Caposcuola dell’arte americana, è un iperrealista astratto: sulla tela ripropone ora corrose superfici metalliche, ora le pieghe e i panneggi degli antichi maestri del Rinascimento Europeo. E’ passato da una prima fase monocromatica ( centrata soprattutto sul marrone) ad un intenso cromatismo: i passaggi intermedi di questo passaggio sono stati prima il binomio bianco/nero e poi i caratteri cinesi scritti sulle tele, seguiti ai primi caratteri della costituzione americana. In lui l’illusione diviene realtà.
    AnnaMaria Polidori propone sculture in pietra leccese: linee morbide e circolari che fluiscono nella dolcezza della materia. La monocromia delle sue sculture ben si sposa con il cangiante cromatismo di Evans. Ironia della sorte: quando Evans era monocromatico, la Polidori era policromatica, in quanto autrice di sculture in plexiglass; ora che lei è mono .cromatica , Evans è diventato policromo. Cambio estetico del tutto naturale e non forzato. I due artisti si richiamano a vicenda: le tensioni della Polidori richiamano le carte stracciate di Evans; le lettere di quest’ultimo hanno trovato nella Polidori un libro dove essere scritte e lette.
    Anna Maria Polidori esordisce a Spoleto nel Festival dei Due Mondi del 1987 con la mostra collettiva della Cosmostruttura: gruppo artistico nato a Milano nel 1986 che nell’anno successivo portò a Palazzo Mauri, e precisamente nella corte ( l’attuale Caffè Letterario) delle opere pitto-scultoriche in cui la materia era la scenario primario, ove si svolgeva la vita dell’universo. Nel 1995 apre il Centro Culturale Poli d’Arte, con la finalità di unire tutte le arti e diffonderne l’intima unione; la Poli d’Arte , oltre a curare mostre di arti visive, promuove incontri letterari, presentazioni di libri, conferenze musicologiche ( in collaborazione con l’ associazione culturale l’Orfeo ) e concerti. Ivi nel 1995 il M° Evans ha tenuto la sua prima mostra in Italia e il Centro Culturale Poli d’Arte è onorato di ospitarlo.
    Sandro Costanzi

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  • Raccolta di: Arte