Archivi di aprile 2010


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22/05 010 – 13/06/010 Mario Moretti

La prima mostra ceh aprirà la stagione della Polid’arte a Spoleto sarà “loSpazio e la Luce” del famoso pittore Mario Moretti, per la sua rappresentazione della natura estremamente rarefatta tessuta da una luce pulviscolare egli arriva attraverso un lungo processo psicofisicoa dare una immagine straniata ,sognata eppur veritiera del luogo rappresentato, avvolto in una luce metafisica che lo trasferisce fuori del tempo,nella magia di una immensa silente solitudine

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  • Raccolta di: Arte
  • Alessandro Gassman: Roman e il suo cucciolo
    Oggi, 26 aprile 2010 al Teatro Nuovo in Spoleto va in scena Roman e il suo cucciolo di Reinald Povod: un travagliato, ma assai inteso, rapporto tra padre e figlio, che Alessandro, attore e regista contemporaneamente, ambienta in un odierna periferia. Il padre di Roman , Cuba (interpretato da Gassman), che nella storia è uno spacciatore di droga, pur di assicurare al figlio , solo formalmente emancipato dal degrado, un futuro migliore del suo, scenderà in un compromesso pericoloso con due spacciatori e una prostituta. Ovviamente questa è una storia in cui il rapporto conflittuale tra i due protagonisti non si risolverà che in una soluzione drammatica. Gli altri attori sono: Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Giovanni Anzaldo, Matteo Taranto, Natalia Lungu, Andrea Paoletti. La traduzione di Povod è affidata a Edoardo Erba : “ più che una traduzione, una riscrittura, un’opera originale.. ( Franco Cordelli, Corriere della sera)”. Il sito Internet per questo, che è l’ultimo spettacolo della stagione di prosa organizzata dal Comune di Spoleto è www.teatrostabile.umbria.it.
    Ecco alcune note di regia dello stesso Alessandro Gassman: Sono già passati quattro anni dal mio debutto nella regia con la Forza dell’abitudine di Thomas Bernard, cui hanno seguito due stagioni ricche di successi e riconoscimenti con La parola ai giurati di Reginald Rose. Mi accingo ora a mettere in scena un altro testo contemporaneo che negli anni ’80 ottenne un grande successo a New York e che ebbe come protagonista Robert De Niro. Si tratta di Cuba & His Teddy Bear, un testo che mi ha coinvolto fin dalla prima lettura per l’umanità dei suoi personaggi, per uno stile di scrittura tagliente, crudo, profondo, che mai indulge al sentimentalismo. ( …) E’ un dramma familiare e al tempo stesso sociale, un attualissimo sguardo sul presente che è anche un preciso richiamo a uno dei fenomeni che negli ultimi tempi più ci coinvolgono: la presenza degli immigrati nella nostra vita, presenza che ha cambiato la fisonomia delle nostre città e il tessuto delle nostre relazioni. Uno sguardo neutrale, non ideologico, fuori dagli schemi del razzismo o della solidarietà di maniera.

    Sandro Costanzi

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  • Raccolta di: Arte
  • CHOPIN , IL CUORE PULSANTE DEL FESTIVAL PIANISTICO DI SPOLETO …
    Da giovedì 22 aprile a domenica 25 aprile 2010 il Festival Pianistico di Spoleto propone il weekend Chopin: tutte le sere alle ore 21,00 presso la Sala Frau. Il primo appuntamento di tale weekend è stato giovedì 22 aprile con la conferenza – concerto : Chopin : Danza popolare e danza cosmica ; a cura di Stefano Ragni; il successivo appuntamento è stato con il pianista Cristiano Burato. Sabato 24 protagonisti della serata sono stati Laura Magnani ( Pianoforte), cofondatrice insieme a Egidio Flamini del Festival nel 1997, e l’attore Graziano Sirci, nel ruolo di Chopin: uno spettacolo sobrio e ben limato ove musica, recitazione e luce hanno creato una così notevole sinergia da stingere tutto il pubblico in un silenzio commosso nel buio finale( la morte del compositore) in cui ove era solo il valzer finale a suggerire immagini. Ultimo appuntamento, oggi 25 aprile, è la relazione medica del prof.re Francesco Eugenio Negro, al piano Patrizia Salvini: Ho visitato Chopin.
    Lo spirito di questi appuntamenti è dare una maggiore consapevolezza al pubblico, presso il quale è diffusamente noto il compositore franco-polacco: un autore che, come tutti i romantici, è volto tanto a scoprire le radici culturali del proprio paese ( sopratutto lui che lascerà la Polonia da bambino per la Francia e non vi tornerà più), quanto a cogliere lo spirito assoluto che si svela nelle arti.
    Prossimi appuntamenti del Festival Pianistico sono i seguenti:
    Martedì 27 aprile 2010 , ore 9,00; Sala Frau ( musica per le scuole): Biancamusica e le sette note: ovvero una storia di note…voli valori;
    Mercoledì 28 aprile 2010, ore 21,00; Sala Antonelli ( Giovani talenti): Laura Bortolotto ( violino); Ludovico Armellini ( violoncello); Leonora Armellini ( pianoforte); musiche di Chopin, Mendelssohn, Brahms.
    Per maggiori informazioni rimando al sito: www.festivalpianisticodispoleto.com.
    Sandro Costanzi

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  • XIV FESTIVAL PIANISTICO DI SPOLETO: 16 aprile -2 maggio 2010
    Le opere di Chopin sono cannoni nascosti sotto i fiori.
    R. Schumann
    Venerdì 16 aprile 2010 presso il Teatro Caio Melisso di Spoleto si è inaugurato il Festival Pianistico di Spoleto, che quest’anno celebra la sua XIV edizione: il presidente è Egidio Flamini e il direttore artistico è Laura Magnani, entrambi pianisti e fondatori dell’Associazione Musici Artis Umbria.
    Il concerto di apertura è stato affidato ad Alexei Nabioulin: nato in Siberia, 1988: Scuola Centrale di Musica di Mosca ; 1996 : Conservatorio Tchaikovsky di Mosca; 2000: si diploma presso quest’ultimo conservatorio . Nel 1998 vince il I premio internazionale Casagrande di Terni; nel 2000 il I premio al Concorso Internazionale di Dublimo e nel 2002 il II premio al Concorso Internazionale Tchaikovsky di Mosca. Il repertorio magistralmente interpretato da Nabioulin, nella serata d’apertura condotta da Arturo Stalteri, ha avuto come programma Shumann ( Humoresque op.20 in si b M e poi la Kreisleriana op.16 in re M) e Chopin ( Sonata n.3 op 5 in si m).
    Il XIV Festival Pianistico ha come protagonista Chopin, del quale quest’anno ricorre il bicentenario della nascita ed è suddiviso in 8 grandi sezioni che omaggiano tanto la ricca fluidità del pianoforte quanto i variegati gusti del pubblico: grande classica; weekend Chopin; piano & company; crossever; giovani talenti; voci che parlano piano; concerti aperitivo; musica per le scuole e piano cinema. I recapiti web del Festival Pianistico di Spoleto sono i seguenti : info@festivalpianisticodispoleto; www.festivalpianisticodispoleto.com .
    Ecco il programma generale :
    SEZIONE GIORNO , ORA E LUOGO INTEPRETE SPETTACOLO
    Grande Classica Ven. 16/04/10, h. 21, 00; Teatro C. Melisso Alexei Nabioulin Concerto di apertura: Chopin e Shumann
    Piano & company Sab. 17/04/10, h.21,00 ; Sala Antonelli G. Winischhofer ( violino); A. Ferrer( pianoforte) Mozart; Beethoven, Saint –Sans, Sarasate
    Concerto Aperitivo Dom. 18/04/10, h. 11,30; Sala Antonelli Laura Mariani , Egidio Flamini et al. Alceste Innocenzi: Piano cinema . 12 piccole variazioni sul tema
    Pianocinema Lun. 19/04/10, h 9,00: Cinema Corso Introduzione di Alceste Innocenzi Quattro minuti, film di Chris Kraus
    Voci che parlano piano Mar. 20/04/10/, h. 9,00: Casa di reclusione di Maiano Voci recitanti: Detenuti ; al Piano: Magnani, Flamini et al. Chopin, Lizt e Flamini
    Weekend Chopin Gio. 22/04/10, h 21,00; Sala Frau Conferenza di Stefano Ragni Chopin: Danza popolare e danza cosmica
    Weekend Chopin Ven. 23/04/10, h. 21,00; Sala Frau Stefano Burato Musiche di Chopin
    Weekend Chopin Sab. 24/04/10, h 21,00; Sala Frau L. Magnani pianoforte Attore: Graziano Sirci Musiche e scritti di Chopin
    Weekend Chopin Dom. 25 /04/10, h 21,00; Sala Frau Relatore F.E. Negro; piano P. Salvini Concerto-Conferenza: Ho visitato Chopin
    Musica per le scuole Mar. 27/04/10, h. 9,00; Sala Frau Regia: L. Bonamente; Attore: M. Silvestrini; Piano: E. Flamini Biancamusica e le sette note Ovvero una storia di note…voli valori
    Giovani talenti Mer. 28/04/10 , h 21.00; Sala Antonelli L. Bortolotto : Violino;L. Armellini: violoncello; L. Armellini Chopin , Mendelssohn,Brahms
    Crossover Ven. 30/04/10, h 21,00; Teatro C. Melisso Egidio Flamini La finestra (prima esecuzione assoluta )
    Concerto Aperitivo Sab. 01/05/10, h. 11,30; Sala Antonelli Voce: Lars Angeli Piano:Laura Magnani PIanomusical (canzoni del musical americano)
    La grande classica Dom. 02/05/10, h 21; Teatro C. Melisso Piano: A. Ammara e C. Guaitoli e il Quintetto Lybra I 2 Concerti di Chopin per pianoforte e orchestra nella versione originaria .

    Sandro Costanzi

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  • PIER MATTEO D’AMELIA E IL RINASCIMENTO NELL’UMBRIA MERIDIONALE: LA RISCOPERTA DI UN GRANDE MAESTRO
    Dal 12 dicembre 2009 al 2 maggio 2010 è aperta la mostra dedicata a Pier Matteo d’Amelia, maestro del Rinascimento nell’Umbria meridionale, dislocata in due sedi : il CAOS ( Centro Arti Opificio Siri) di Terni, che è un ex fabbrica restaurata come museo d’arte , e il Museo archeologico di Amelia, il quale custodisce il famoso bronzo di Germanico . La mostra è inoltre arricchita da un interessante itinerario territoriale che vede convolte in primis Spoleto , con le storie della Vergine nel catino absidiale del Duomo, Narni ( Chiesa di S. Agostino); Orvieto ( l’Imago pietatis nel Duomo) e Avigliano Umbro ( Chiesa della Madonna di Toscolano).
    Proprio per questo aspetto itinerante, la rassegna artistica è intitolata “PIER MATTEO D’AMELIA E IL RINASCIMENTO NELL’UMBRIA MERIDIONALE”; e non solo:sono infatti molteplici i rapporti tanto stilistici quanto personali del pittore amerino suddivisi tra la Firenze dei Medici e la Roma dei papi. Un’ultima informazione tecnica, prima di tratteggiare un ritratto del nostro pittore: per maggiori informazioni, di quelle da me fornite, rimando al sito www.piermatteodamelia.it.
    La particolarità dell’Amelia è stata quella di essere stato considerato un pittore senza opere , in quanto i lavori a lui attribuiti, a seguito di un’accurata nonché strettamente necessaria ricerca d’archivio, non sono firmati. Fu Federico Zeri ( 1953) ad attribuire all’arista umbro un gruppo di opere, conformi per stile e caratteristiche, che Roberto Longhi ( 1927) e Bernard Bereson ( 1932) avevano riunito sotto il nome convenzionale di Maestro dell’Annunciazione Gardner. L’intuizione di Zeri venne confermata nel 1985 dall’archivista Elisabetta David, la quale, pressò l’Archivio Statale di Terni, trovò una quietanza di pagamento per il Polittico dei francescani, ora conservato al CAOS ma in precedenza sito nella chiesa di San Francesco in Terni.
    Intrigante è la storia dell’annunciazione Gardner. Commissionata dai clareni di Amelia, che tenevano l’opera nel loro convento, sito nelle colline della cittadina, venne conservato nel luogo originario fino alla fine del XIX secolo. Venne poi trasferita nella Porziucola di S.Maria degli Angeli (Assisi) ad opera dei frati minori, che nel frattempo si erano impossessati del piccolo convento amerino, e infine nel 1911 fu venduta a un antiquario fiorentino. La tavola, erroneamente attribuita ad un pittore perugino , venne acquistata da Isabell Gardner, collezionista di Boston , ove ancora è attualmente. Purtroppo non è in mostra.
    Nel 1909 un decreto del Parlamento italiano vietò l’uscita delle opere d’arte dai confini nazionali. L’ostacolo venne aggirato con una cassa, munita di un doppio fondo, nel quale venne disposta l’Annunciazione di Pier Matteo, ricoperto a sua volta da una copiosa quantità di bambole. Questo il giallo e queste le traversie che per secoli hanno fatto dell’amerino un artista senza opere.
    Pier Matteo d’Amelia nasce nella omonima città intorno al 1448 e muore nel 1506. Inizia l’attività pittorica a Spoleto come collaboratore di Filippo Lippi, il quale realizzerà con la sua bottega gli affreschi dell’abside del Duomo. Tale ciclo di affreschi ( 1467-9), dedicato alla Vergine assunta nella gloria di Dio, costituisce l’ultima opera del pittore fiorentino, il quale morirà a Spoleto in corso d’opera. L’Amelia accede a questo importante cantiere grazie al cognato Giustolo, noto personaggio spoletino che era in stretti rapporti con il vescovo Eroli , committente non solo del noto ciclo di affreschi ma anche della omonima Cappella Eroli del Duomo di Spoleto.
    Una delle differenze stilistiche tra il Lippi e l’Amelia è la raffigurazione della persona. I personaggi del primo sono infatti monumentali e con visi tendenzialmente generosi , mentre l’amerino rappresenta persone dotati di linee più stringenti e maggiormente scolpite, dando particolare espressività ai volti. Ma ciò che accumuna Pier Matteo al Lippi è la prospettiva, lo studio matematico e analitico dello spazio entro cui l’occhio ricostruisce lo svolgersi fisico della scena rappresentata. Nell’Annunciazione Gardner troviamo quindi la stesse prospettiva e struttura spaziale dell’annunciazione spoletina del Lippi: anche lo Zeri notò una forte eco lippesca nell’amerino.
    Nel 1469 segue a Firenze fra Diamante: è l’occasione propizia per stringere contatti importanti prima con il Verrocchio e poi con il Perugino, che lo porterà nel cantiere della Cappella Sistina. “Purtroppo” , e lo scrivo tra virgolette ( il lettore capirà poi il perché), la decorazione del soffitto da lui progettata andrà persa per ospitarvi i maestosi affreschi di Michelangelo. L’Amelia infatti aveva concepito per la Cappella Sistina una serie di cerchi concentrici di oro zecchino la cui luce veniva esaltata dal contrasto con il blu dei lapislazzuli: un Cielo stellato degno della purezza di Maria!
    Ma non tutto il male vien per nuocere. In seguito a questa esperienza , Pier Matteo installerà in S. Pietro la sua bottega di servizio, atta a soddisfare tutte le esigenze estetiche del papa, e avrà contemporaneamente incarichi politici . Nonostante ciò Pier Matteo , non sarà ricordato come artista : distrutta la decorazione originaria nella Cappella Sistina, persa la decorazione di alcune stanze dell’Appartamento Borgia e la mancata decorazione della Cappella di S. Brizio nel Duomo di Orvieto , perché realizzata poi da Luca Signorelli.
    Vorrei concludere questo intervento con il S. Antonio abate, conservato presso il Museo di Amelia e che risente del Vecchietta, artista senese che scolpì un S. Antonio, molto eloquente e realistico nei suoi tratti, conservato nel Duomo di Narni. Innegabile l’influenza di tale scultore nell’elaborazione pittorica dell’amerino, che diviene interprete originale dell’arte toscana nella sua natia Umbria. E’ giunto quindi il momento di riconoscere a Pier Matteo d’Amelia la stessa dignità artistica, tributata al Perugino e al Pinturicchio, che insieme costituiscono un trittico imprescindibile per l’arte umbra.
    Sandro Costanzi

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  • Festival dei Due Mondi: anticipazioni

    Spoleto53: prime anticipazioni

    Dal 18 giugno al 4 luglio Spoleto apre i suoi teatri al pubblico.
    Il programma sarà online da aprile 2010. Ecco i primi spettacoli annunciati:

    Opera – Hans Werner Henze: Gogo no eiko
    Teatro Nuovo – 18, 20, 22 giugno
    In prima esecuzione assoluta in forma scenica prende vita a Spoleto l’opera Gogo no eiko del grande compositore tedesco Hans Werner Henze, tratta da un romanzo di Yukio Mishima, con la direzione d’orchestra di Gerd Albrecht, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, la regia di Giorgio F errara e la scenografia di Gianni Quaranta.
    Un’opera che indaga il travagliato contrasto fra le generazioni, che racconta una storia dai toni foschi, sempre magistralmente accompagnata dall’energia affascinante di una musica vigorosa e struggente.

    Concerto finale – Diego Matheuz
    Piazza Duomo, 4 luglio
    Sarà il venticinquenne direttore d’orchestra e violinista venezuelano Diego Matheuz, recentemente impostosi come uno dei più promettenti talenti di oggi, a dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in occasione del concerto finale in Piazza Duomo.
    Verranno affidate al genio della sua giovane bacchetta le Danze sinfoniche tratte da West Side Story di Leonard Bernstein e la Prima sinfonia di Gustav Mahler.

    Robert Wilson e Berliner Ensemble: Shakespeare Sonette
    Teatro Nuovo: 26, 27 giugno
    A due anni dal trionfale successo dell’Opera da tre soldi, il Berliner Ensemble e Robert Wilson presentano in prima italiana I Sonetti di Shakespeare, con le musiche originali del cantautore americano Rufus Wainwright.
    Wilson ha selezionato venticinque sonetti tra i più di centocinquanta composti da Shakespeare e ha colto la sfida di portare sulla scena una delle poche opere che il drammaturgo inglese non aveva pensato per il teatro.

    LA PRIMA VOLTA DI JOHN MALKOVICH IN ITALIA

    Grazie alla collaborazione tra Ravello Festival e Spoleto53 Festival dei 2Mondi, John Malkovich per la prima volta reciterà per il pubblico italiano.
    Il 2 luglio Malkovich riporta in vita sul palcoscenico del Teatro Romano il noto scrittore e criminale austriaco Jack Unterweger, accusato di aver strangolato 11 prostitute a Vienna, Praga e Los Angeles. Una accattivante rappresentazione teatrale per un’orchestra barocca, due soprano e un attore, con la regia di Michael Sturminger e l’Orches tra Wiener Akademie diretta da Martin Haselböck

    Hamburg Ballett – The World of John Neumeier
    Piazza Duomo 2, 3 luglio
    Continuando il percorso iniziato nelle due precedenti edizioni, la danza al 53° Festival di Spoleto rende omaggio ad un o dei più significativi coreografi del XX secolo: John Neumeier, che sarà presente con la sua compagnia Hamburg Ballett per la prima volta al Festival dei 2Mondi.
    Neumeier ha studiato per il magico palcoscenico di Piazza Duomo uno spettacolo
    “sintesi” delle sue creazioni più importanti, raccontando così la sua storia artistica.

    Biglietti in vendita dal 9 marzo:
    call center Fondazione 0743.776444
    call center Tickeitalia 0743.222889
    biglietteria@festivaldispoleto.com

    www.festivaldispoleto.com

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  • FESTIVAL PIANISTICO DI SPOLETO – XIV EDIZIONE

    Antonella Manni ci informa che dal 16 Aprile al 2 Maggio si terrà  a  Spoleto la ” XIV EDIZIONE DEL FESTIVAL PIANISTICO,questa edizione sarà dedicata a Fredrich Chopin e, oltre ai concerti, si terranno letture ed interventi di ospiti illustri. I Concerti verranno eseguiti   al Teatro Caio Melisso, per gli incontri saranno utilizzate anche la Sala Antonelli e la Sala Frau.

    Grazie Antonella Manni per questa importante notizia che farà piacere a tutti gli appassionati di musica.

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  • Spoleto, 12 aprile 1970 ( 2010)

    VINCENZO MARIA RIPPO:
    “IL MIRACOLO DI QUEST’ORA SOSPESA”
    Il miracolo di quest’ora sospesa ( cf. poesia Biblioteca a Perugia) è un verso di Vincenzo Maria Rippo (1947/ 70) , poeta e scrittore, spoletino d’adozione, di fama internazionale. Infatti il suo fu un vero e proprio caso letterario: la sua opera raggiunse subito il successo editoriale e della critica , ma egli non godè affatto di tale notorietà a causa della lucemia fulminante che rapida lo condusse alla morte. Egli stesso ne ebbe il sentore e suggellò in un foglio il doloroso , ma veritiero, responso “Le poesie usciranno postume”: testo contenuto nelle fascette delle prime pubblicazioni dei suoi carmi.
    Il poeta, la cui produzione artistica è ponte tra l’occidente classico e l’oriente islamico, tra i linguaggi antichi e fondanti della classicità e la novità linguistica della beat generation, è stato celebrato il 2 maggio 2009 presso il Centro Culturale Poli d’Arte di Spoleto . Un ‘iniziativa questa che coinvolse vari enti ed associazioni: in primis il professore Francesco D’Episcopo, docente di letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e curatore dell’opera del poeta; il quale fu il moderatore della serata organizzata in sinergia con il Forum dei Giovani Spoletini e il Centro Culturale Città Nuova. Il tutto nella suggestiva cornice del Centro Culturale Poli d’Arte; una serata che unì le arti ( la pittura, la poesia e la musica del gruppo Senza dimora fissa ) e in questa unione volle ricordare Vincenzo Maria Rippo; non solo nella presentazione dei suoi versi ma anche nella esposizione di componimenti inediti dei Poeti disincantati , a lui ispirati e dedicati. La cosa fu ancora più significativa perché nei locali della Poli d’Arte, in occasione dell’Aprile Spoletino del 1980, già si tenne una mostra bibliografica dedicata al poeta: un ritorno nella memoria alquanto significativo. Oggi 12 aprile 2010 ricorre il quarantesimo anniversario della morte di Vincenzo Maria Rippo e questo articolo vuole essere un umile ma sentito omaggio al nostro autore.
    Vincenzo nasce a Napoli nell’ottobre 1947, dove svolgerà gli studi primari, che poi proseguirà a Recanati. Nel 1962 la famiglia si sposterà a Spoleto, ove presso Il Liceo Pontano-Sansi nel 1966 terminerà gli studi classici. Si inscriverà poi alla Facoltà di Lettere della Università di Perugia. Il 1969 è l’anno del viaggio in Siria, che sancirà la sua definitiva conversione all’Islam. Studente brillante, batterista degli Alogeni , pittore, poeta e prosatore nonché filosofo: a lui si devono i seguenti scritti, che il padre, Renato fino all’anno della sua morte il 2003, ha pubblicato e divulgato: le Poesie e gli Inediti, le Lettere a Francesca, Tacito storico, Prologomeni a nuova metafisica dell’essere e infine uno scritto sull’Islam, curato dal prof.re D’Episcopo ( Rippo e l’Inslam).
    Come il Leopardi, con il quale condivise Recanati, Rippo avverte un’angoscia profonda, che lui tinge d’azzurro ( Per i miei tre amici: Ora raccolgo una grande viola di pianto/ e dico addio alla vostra giovinezza; Serata azzurra: Amici ho paura /di coprirmi d’azzurro), ma non sfocia nell’ateismo leopardiano; anzi si risolve in un profondo ecumenismo , i cui poli sono da una parte il francescanesimo dall’altra la fede musulmana. In Davanti San Claudio, citerà Chiara d’Assisi: (…) le mani nella preghiera. E Domina Clara/mi suonava nel cuore con voce dei ricordi/ e mi riempiva gli occhi di lacrime); l’Inslam compare in molti scritti,tra i quali cito: Kaaba, pellegrino a te vengo … ( Guarda al di sotto delle mie labbra e delle mie lacrime, /e coglimi come io mi vorrei).

    Una riflessione particolare merita la donna in Rippo: la musa eterea e metafisica che dispensa grazia e dolcezza al poeta sofferente nel suo dolore profondo( L’ultima sera con Jennie: Io non quale sia il mio dramma atemporale). Molte sono le figure femminili presenti nella produzione letterario del nostro autore, ma fra tutte la più pregnante è Francesca: un’amicizia profonda, una sintonia sinergica di anime che si sono incontrate quasi e soprattutto per via epistolare, un angelo che discreto si fece consolazione nell’intimo disagio del poeta, molto più forte di quella lucemia che con la violenta e repentina forza di un fulmine improvvisa lo spense.
    Le Lettere a Francesca sono l’epistolario, nonché l’intenso diario di due anime lontane geograficamente, eppure più vicine che mai, che ,iniziato nel 1965 e poi interrotto per poi raccogliere tutte le missive datate dal dicembre 1968 al gennaio 1970, racconta un incontro atemporale la cui unica traccia materiale è proprio questo carteggio. Francesca e Vincenzo si sono incontrati solo nella carta e nell’inchiostro, per poi trascorrere un unico pomeriggio insieme a Pegli. E’ la lettera XVIII ( Spoleto , 15 novembre 1969); la penultima , in quanto, l’ultima , l’epistola XIX reca la data 8 gennaio 1970 ed è stata scritta a Spoleto: di lì a pochi a mesi il fatidico e ultimo giorno per Vincenzo: il 12 aprile 1970. Così Vincenzo nella lettera XVIII racconta quell’unico incontro fisico con Francesca:
    Perciò adesso me ne sto a pensare a quello che per me è stato davvero uno splendido pomeriggio : in cui potevo parlati e, trovarti tanto, ma tanto simile come ti avevo immaginata , e tanto diversa dalle molte altre ragazze con cui ho avuto occasione di far conoscenza finora. (…) In fondo resteranno sempre queste lettere , e questi momenti, che bene o male, mi hanno fatto capire tante cose e che, soprattutto, mi hanno fatto conoscere quella persona straordinaria che tu sei.
    L’ultimo palpito d’ali, il primo e ultimo bacio di un ‘angelo, per te Vincenzo – il lettore mi perdoni il cambio di registro – che chiudesti la tua esistenza terrena come la tua ultima poesia ( Prendimi, Signore …):
    Ora che ho bruciato la mia vita,
    non voglio tornare indietro;
    a Te io mi rivolgo, come l’uomo che soffre.

    Davvero la tua vita non fu che «il miracolo di quest’ora sospesa»; sospensione che echeggia in tua quartina dal titolo Pastorale e con la quale concludo:
    Le tue fonti vorrei le tue greggi
    Teocrito
    toccar l’acqua con le mani
    addormentarmi tra gli ulivi.

    Sandro Costanzi

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  • Quale Medioevo: le radici di un futuro…

    QUALE MEDIOEVO : Le radici di un futuro ….
    LA 58ª SETTIMANA DI STUDIO DEL CISAM:
    LE RELAZIONI INTERNAZIONALI NELL’ALTO MEDIOEVO
    Dall’8 al 12 aprile 2010 presso Palazzo Ancaiani, sede della fondazione CISAM di Spoleto ( Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo) si è svolta la cianquatottesima Settimana di studio che aveva per argomento le relazioni internazionali nell’alto medioevo; ad essa hanno partecipato relatori e docenti provenienti dalle più prestigiose università italiane ed europee. La prolusione iniziale, pronunciata presso il Teatro Caio Melisso giovedì 8 aprile , è stata affidata al prof.re Antonio Padoa Schioppa, presidente della fondazione CISAM. La rete internazionale nel periodo , preso in esame, risulta essere alquanto complessa e intrigata: Bisanzio, Venezia, il papato, il mondo islamico, i regni barbarici del nord Europa sono i teatri in cui si vengono a delineare tanto il concetto fondativo di Nazione quanto la questione dei flussi migratori , molto diffusi all’epoca di cui sopra.
    In Quale Medioevo, il semestrale del CISAM , il ministro degli esteri on. Franco Frattini ha presentato la stretta attualità della tematica della Settimana di studio. Riporto qualche breve cenno del suo contributo :
    La stessa salvaguardia del patrimonio culturale, senza un’adeguata consapevolezza della storia, rischia di rendere l’Europa sempre più simile ad un parco turistico, nel quale noi ci muoviamo ignari del nostro passato ed inconsapevoli dei valori che stanno a fondamento della nostra civiltà. Per comprendere ed agire nel mondo d’oggi, così fortemente interdipendente, esiste, inoltre, una sinergia tra discipline diverse: cultura, politica, economia. (…) Come più volte nei momenti di cruciali della sua storia, l’Europa di oggi deve affrontare la sfida di accogliere, anche nel proprio universo simbolico, nuove culture senza tradire la propria identità. Per poter vincere questa sfida l’Unione Europea deve saper tornare a trasmettere passioni e ideali forti, a condurre battaglie di principio, a mobilitare le coscienze civili; deve darsi una nuova missione storica per definire e perseguire il “bene comune” del XXI secolo.
    Quale Medioevo, che secondo Enrico Menestò “ non è una domanda, ma un’affermazione”, è il megazine del CISAM, centro studi nato il 7 giugno del 1952 ad opera di Giuseppe Ermini , allora docente dell’Università di Perugia , poi ministro della Pubblica Istruzione, l’ente è una punta di diamante della città di Spoleto in Italia e nel mondo: Diploma di Medaglia d’oro ai benemeriti della Scuola della Cultura e dell’Arte, assegnato dal Presidente della Repubblica , con decreto del 2 giugno 1965, e l’inserimento nel 3° rapporto Eurispes delle Eccellenze d’Italia nel 2008. Il CISAM propone Settimane di studi, pubblicazioni universalmente riconosciute nell’ambito universitario-culturale : il tutto per amore della verità storica e nel rigore scientifico. Lascio i recapiti al lettore per ulteriori informazioni:
    Fondazione CISAM: piazza della Libertà, 12 – 06049 Spoleto (PG); cisam@cisam.org, www.cisam.org.
    Sperando di non aver annoiato il gentile lettore, concludo con un passaggio del prof.re Menestò, tratto dal suo articolo di presentazione di Quale Medioevo :
    Meglio: la riaffermazione contro una stantia opinione comune di quei mille anni di storia come luogo privilegiato di incontro tra civiltà, come spazio di fermento creativo che ha valso a noi moderni l’idea di municipalità e le università, i numeri arabi, le banche e gli assegni, gli occhiali e i bottoni, la scrittura che i computer hanno ribattezzato «Times New Roman», nonché la maggior parte delle lingue nazionali europee ( e l’italiano di Pietro Bembo è il fiorentino trecentesco delle Tre Corone: Dante , Petrarca e Boccaccio).
    Sandro Costanzi

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  • Raccolta di: Arte
  • Fare Cultura – Associazione Culturale
    Via Martiri della resistenza, 22
    06049 – SPOLETO (PG)
    C.F. 93020760547
    TEL. 3804790655
    E-mail: fare.cultura@gmail.com

    CHIARA MANCUSO : Sentieri nella notte
    Sabato 10 aprile 2010 l’associazione culturale FARE CULTURA , in collaborazione con TECA; è lieta di presentare l’artista Chiara Mancuso, in quanto è contemporaneamente musicista, poetessa, cantante lirica e artista grafica. Chiara, nata a Palermo ,umbra d’adozione, vive ed opera ad Assisi; la sua vasta formazione culturale è frutto di una ricca base umanistica ( Liceo Classico di Assisi) unita allo studio della chitarra( contemporaneamente si diploma , con due anni di anticipo, all’Istituto Musicale Pareggiato “Briccialdi” di Terni ) . Attualmente è docente di chitarra tanto nella tradizione classica quanto nelle innovazioni, non solo blues ,del Novecento .
    Sarà Chiara a condurci per i “Sentieri nella notte”, cosi si chiama l’itinerario poetico- musicale che ci vedrà giungere all’alba del nuovo giorno attraverso l’oscurità della notte. Compagni di viaggio saranno Bach e Giuliani: compositori che ben si adattano alla sua poetica analitica e contemporaneamente ricca di suggestioni interiori.
    La chitarra non è affatto uno strumento facile, come si potrebbe pensare a prima vista. Il bravo chitarrista deve saper distillare essenze sonore con l’alchemica unione di tecnica e passione; il tutto reso più complesso dall’acustica essenzialità della chitarra. Come i suoni della sua chitarra, Chiara ha distillato e sapientemente potato i suoi versi.
    Tutto ciò in sintonia con un altro dei suoi compagni di viaggio : Dino Campana ( 1885-1932). Il poeta di Marradi, grazioso e montuoso paese sito tra Firenze e Faenza , con i suoi Canti orfici (1918) ha celebrato la notte, l’oscurità. Il primo ad interpretare la notte come luogo metaforico fu Dante nella prima cantica della sua Commedia. La tematica della notte, come discesa nelle tenebre del proprio io, non è solo in Campana , ma anche in altri autori di grande prestigio culturale, come appunto Dante Alighieri e Giacomo Leopardi.
    Se sarà la poetessa Chiara Mancuso , che forte dell’insegnamento dei lirici greci ha unito nella lirica la poesia con la musica, a liberare la musica di Bach e di Giuliani, sarà l’attore Danilo Santi a declamare i versi della nostra autrice.
    Sandro Costanzi
    SENTIERI NELLA NOTTE
    POESIE E BRANI PER CHITARRA: CHIARA MANCUSO
    ATTORE: DANILO SANTI
    MODERATORE: SANDRO COSTANZI
    SABATO 10 APRILE 2010, ORE 17,15 CAFFE’ LETTERARIO IN PALAZZO MAURI ( Spoleto)

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