Il Balletto di Spoleto: una suite di danze-teatro per il M° Menotti

Sabato 8 ottobre 2011 si è tenuto presso il Teatro San Nicolò in prima nazionale lo spettacolo del Balletto di Spoleto: 7 Coreografi per il nuovo Balletto di Spoleto; il tour di questo spettacolo continua a Roma il 13 e il 14 ottobre presso il Teatro Greco ( info 06/8607513; info@teatrogreco.it). 7 i coreografi che hanno omaggiato il M° Menotti , li elenco in ordine alfabetico, così come si sono eseguiti, proponendo al pubblico una suite di danza-teatro ben compaginata e armonizzata, pur nelle distinte peculiarità di ogni quadro scenico, ove la musica dal vivo ( Marco Schiavoni), la danza ( Caterina Genta) e la video-performance hanno creato sinergie interattive: Luca Bruni ( In attesa); Max Campagnani ( L’Acre Azione);Luciano Cannito ( Sul reale); Caterina Genta ( Once upon a time);Renato Greco ( We love each other), Walter Matteini ( Senza titolo) e Dino Verga ( Io, Caterina). Schiavoni , alla chitarra classica ed elettrica e alle tastiere , e la Genta, nella teatralità di una danza flessuosa e psicologica, hanno saputo cogliere il quid proprio di ogni coreografo: l’introspezione a tu per tu con l’anima in Bruni; lo sperpero irrazionale dell’armonia interiore in Campagnani; il surrealismo incantato e mediterraneo di Cannito; il sogno di un amore sfumato in un “Valzer triste “ della Genta; il bisogno di relazionarsi in un duo in Greco; la cinetica spaziale e travolgente in Matteini; la santità ( Caterina Siena), la regalità ( Caterina d’Aragona e Caterina dei Medici) e l’ironia pop (Caterina Caselli) in Verga dedicate a Caterina Genta. Chissà se il M° Menotti , se fosse stato presente in sala, cosa avrebbe detto? Perché non scritturare questi giovani per il prossimo festival?Forse, di certo non possiamo saperlo. Però il Maestro era comunque presente nelle sue parole che sono state espresse verso la fine: “ Che cosa si deve offrire al pubblico d’oggi? Si deve offrire se stessi … Io sono una persona abbastanza semplice, molto espansiva, e così è la mia musica. Non posso fingere d’essere niente d’altro. (…)Io credo che, in fondo, quando uno parla d’originalità, credo che per essere originali bisogna essere se stessi.” Questo è lo spirito del Balletto di Spoleto e anche il suo agire.