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Evans- Polidori : PERSONALE AL NARCISO

La Galleria Il Narciso inaugura la stagione 2010-2011
con una Mostra di particolare prestigio:

“Tecnica e Pensiero alla ricerca del senso”

I due artisti espositori, Edward Evans, pittore newyorkese, e Annamaria Polidori, scultrice romana, legati da una profonda reciproca stima ed amicizia, hanno più volte esposto insieme presso il Centro Polid’Arte; “Pittura-Scultura”, la mostra personale, svoltasi in occasione del 53° Festival dei Due Mondi e che ha riscosso un grande interesse. Hanno inoltre partecipato al 1° FestivalArt di Spoleto, ideato e organizzato con successo da Luca Filipponi.Il curriculum di entrambi è ricco di Mostre internazionali e le loro opere sono esposte in musei ed importanti collezioni italiane ed estere.
Edward Evans, sulla scena internazionale dal 1972, ha iniziato ad esporre in Europa dal 1991 e in Italia dal 1995, tenendo la sua prima mostra personale proprio al Centro Culturale Poli d’arte di Spoleto, nel segno di quell’ amicizia carica d’innovazioni tra i Due Mondi del M° Menotti. Nella personale romana presenta una serie di opere che vanno dalle opere degli anni ’90 dello scorso secolo in cui la tela diviene la lastra metallica, corrosa e rarefatta e incisa o delle leggi costituzionali o del pensiero dell’artista alle opere del I decennio 2.000 in cui l’artista propone al fruitore il suo pensiero in cinese ( Evans infatti è anche un artista affermato in Cina). Le opere attuali, ritornate all’iniziale monocromia arricchita però da un attento studio della policromia, riflettono l’assunto di sempre: l’illusione diviene realtà per Evans, iperrealista astratto e ormai messaggero dei Tre Mondi ( l’America, l’Europa e l’Asia).
Annamaria Polidori espone a Roma – dove ha frequentato l’Accademia d’Arte – dal 1977 e dal 1992 espone negli U.S.A. Nel 1987 ha firmato con altri artisti il Manifesto “La Cosmostruttura, mostra che tenne nella suggestiva corte di Palazzo Mauri in Spoleto, l’attuale Caffè Letterario della Biblioteca Comunale di Spoleto ritornata all’antica e prestigiosa sede. La Cosmostruttura nacque con la finalità di ricreare l’energia cosmica usando in maniera innovativa antiche materie come il ferro e il legno o nuove materie come il plexiglass e il cemento, cari ad A.Maria Polidori. Esordisce come artista figurativa presso la Galleria Russo di Roma; e’ il cemento a sancire la nuova linea stilistica : un astrattismo a volte con l’eco leggiadra del barocco romano e a volte con tensioni di ispirazione futurista. La storicità del cemento ( anni ‘80); l’illusione di luci ombrate di realtà nel plexiglass ( anni ‘90); la duttilità , sinuosa e femminile, della pietra leccese ( anni 2.000): questo l’iter artistico della Polidori, che dal ‘95 dirige il Centro Culturale Poli d’Arte.

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: SABATO 16 OTTOBRE 2010
LA MOSTRA RESTERÀ ESPOSTA DAL 9 AL 30 OTTOBRE IN VIA LAURINA 26 ROMA:
MERCOLEDÌ / SABATO 11/13 – 16,30/19, CHIUSO LUNEDÌ, MARTEDÌ E FESTIVI

Sandro Costanzi

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  • I links dello Spoleto Festival Art

    Links: Spoleto Festival Art
    Galleria Fotografica:

    http://notitiae.wordpress.com/2010/09/27/spoleto-festival-art-galleria-fotografica/

    VIDEO:
    I Parte http://www.youtube.com/watch?v=TzIGOiLlnAE
    II Parte http://www.youtube.com/watch?v=Mqzgs0mdU9g
    III Parte http://www.youtube.com/watch?v=PQQaTRquDBU
    IV Parte http://www.youtube.com/watch?v=K30LYhYN9go
    V Parte http://www.youtube.com/watch?v=oQFb_Gum-Hg
    VI Parte http://www.youtube.com/watch?v=lDmk4nJW3JA
    VII Parte http://www.youtube.com/watch?v=yh8Fu19XWV0
    VIII Parte http://www.youtube.com/watch?v=svwdyX9NkN4
    IX Parte http://www.youtube.com/watch?v=t5M2ix61fsY

    Aritcolo:

    http://www.spoleto7giorni.it/2010/09/migliaia-di-visite-per-spoletofestivalart-2010/

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  • I EDIZIONE DELLO SPOLETO FESTIVAL ART: LA POLI D’ARTE HA PRESENTATO ….

    Originale, coraggiosa l’iniziativa del prof.re Luca Filipponi , che in sinergia con il M° Trotti ha organizzato e prontamente ha presenziato presso il Chiostro di S. Nicolò in Spoleto , dal 24 al 27 settembre 2010 la prima edizione dello Expo del Spoleto Festival Art ; evento ricco di arte e di cultura che ha visto eventi di poesia con Sandrino Aquilani, Maurizio Cucchi e Angelo Sagnelli e la collaborazione con il Teatro Lirico Sperimentale A. Belli. Per l’occasione il Centro Culturale Poli d’Arte ha presentato alcuni tra i suoi migliori artisti: Edward Evans, AnnaMaria Polidori, Sandro Marinacci,Laura Mariani, Nino La Barbera, Livia Carta Segato, Mario Moretti, Stefania Lubrani, Gabriella Giuriato e Veronique Massenet.
    Ogni artista esposto si diversificava dall’altro, ma proprio per questo l’uno era complementare all’altro. Interessante il connubio Evans- Polidori, che è ancora possibile fluire presso la galleria Il Narciso in Roma (inaugurazione il 16 ottobre 2010): i due artisti hanno esposto insieme per il 53° Festival dei Due Mondi. Evans ,pittore iperrealista astratto , e A.Maria Polidori , scultrice in pietra leccese: le superfici dense di cromie rarefatte in Evans erano parole per l’Autobiografia della Polidori ( scultura in pietra leccese raffigurante un libro) , le pieghe di metalli corrosi ben si armonizzavano con i giornali consunti dal vento nella Polidori. Artista a lei collegato è il romano Sandro Marinacci, maestro antroposofo che nella tecnica della pietra leccese indica una via per lo sblocco delle nostre tensioni; fiammelle di luce si librano in movimenti sereni, l’armonia di un’energia ordinata e consapevole.
    Laura Mariani, pittrice e incisore, ha presentato i suoi paesaggi espressionisti ove la natura si rivela in tutta la forza e in tutta la sua dolcezza. Lei rappresentava l’Umbria, in quanto artista di Terni, tra le varie voci extra regionali e internazionali. Aereo, epico e mitico invece il siciliano Nino La Barbera, con le sue donne volanti e i suoi angeli apocalittici che interrogano dal passato l’uomo del futuro. Il secondo stand ha visto invece un interessante tris di donne: Livia Carta Segato, Stefania Lubrani e Gabriella Giuriato.
    Le sabbie di Livia Carta e i suoi flussi circolari verso un punto unitario, l’acqua insegnata dalle sabbie del deserto ben si sposavano i deserti di Moretti: luoghi metafisici dell’anima ove il silenzio si sgrana in sfuggenti chicchi di sabbia: l’Infinito è dentro di noi ( per la Segato) e materializza la metafisica per Moretti.
    Esoterica, profonda Stefania Lubrani che ha immerso i visitatori in Atlantide : dalle acque superficiali alle profondità inconsce: il tutto illuminato e sigillato dalla cera d’api. Ironica e d’ispirazione Dada invece la veneziana Gabriella Giuriato, che ha portato monotipi grafici e sfere geometriche. Dulcis in fundo la francese Veronique Massenet, scultrice in legno e in bronzo, esposta nell’ultima personale della Poli d’arte. La sua arte è un vibrar di legni, che librano la natura ascetica e sociale della relazione nell’uomo e nella natura.

    Sandro Costanzi

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  • conferenza di Claudio Angelini

    incontro con il presidente dell’istituto dell Cultua Italian A New York sul suo Libro: Barak Obama, un anno di sfide

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  • Stefania Lubrani: il mondo di Atlantide alla Poli d’Arte

      Dal  24 luglio al 15 di agosto 2010  presso il Centro Culturale Poli d’Arte è  presente la mostra personale dell’artista Stefania Lubrani. La Lubrani ha  portato Atlantide, con un particolare allestimento: dalle acque  superficiali si  giunge fino alle profondità del mitico continente sommerso ( il tutto da un passaggio cromatico dall’azzurro al nero brunito); Atlantide è quindi il prototipo del nostra  interiorità.  La mostra, inaugurata sabato 24  luglio, con un magistrale discorso del M° Ennio Calabria, il cui fulcro era centrato sulla fluidità  e delle acque  e della cera, ha visto un reading di poesia.  Protagonisti, oltre ai giovani poeti  Danilo Santi, Valerio Rosati, Loriano Grullini  e Sandro Costanzi,   i poeti Stefania Lubrani e Angelo Sagnelli, presidente dell’associazione culturale In tempo. Al violoncello il giovane Federico Papi con musiche di Bach.

    La  liquidità dell’acqua e il caldo magma della cera persa, presente nelle opere della Lubrani; simboli  di vita e rinascita: ciò nasce anche dalla forte esperienza spirituale, e non solo artistica,  del restauro del Bambino di Praga, curato dalla stessa artista.  Sabato 7 agosto 2010 ore 17,30, sempre alla Poli d’Arte , la conferenza di Stefania Lubrani “ L’etica della cera” circa la storia e l’uso della cera nell’arte  e il restauro della celebre  scultura praghese.

     Sandro Costanzi

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  • SPOLETO FESTIVAL 53.: Mostra EVANS polidori

    NOTA CRITICA EVANS – POLIDORI

    Presso il Centro Culturale Poli d’Arte ( Piazza della Signoria; Via del Duomo 27 ; www.polidarte.com;www.polidarteblog.com) fino al 4 di luglio 2010 è ospitata la mostra di Edward Evans (pittore) e AnnaMaria Polidori ( scultrice ). Evans è un importante artista americano presente nelle più importanti collezioni pubbliche e private negli USA, in Europa e in Cina. Caposcuola dell’arte americana, è un iperrealista astratto: sulla tela ripropone ora corrose superfici metalliche, ora le pieghe e i panneggi degli antichi maestri del Rinascimento Europeo. E’ passato da una prima fase monocromatica ( centrata soprattutto sul marrone) ad un intenso cromatismo: i passaggi intermedi di questo passaggio sono stati prima il binomio bianco/nero e poi i caratteri cinesi scritti sulle tele, seguiti ai primi caratteri della costituzione americana. In lui l’illusione diviene realtà.
    AnnaMaria Polidori propone sculture in pietra leccese: linee morbide e circolari che fluiscono nella dolcezza della materia. La monocromia delle sue sculture ben si sposa con il cangiante cromatismo di Evans. Ironia della sorte: quando Evans era monocromatico, la Polidori era policromatica, in quanto autrice di sculture in plexiglass; ora che lei è mono .cromatica , Evans è diventato policromo. Cambio estetico del tutto naturale e non forzato. I due artisti si richiamano a vicenda: le tensioni della Polidori richiamano le carte stracciate di Evans; le lettere di quest’ultimo hanno trovato nella Polidori un libro dove essere scritte e lette.
    Anna Maria Polidori esordisce a Spoleto nel Festival dei Due Mondi del 1987 con la mostra collettiva della Cosmostruttura: gruppo artistico nato a Milano nel 1986 che nell’anno successivo portò a Palazzo Mauri, e precisamente nella corte ( l’attuale Caffè Letterario) delle opere pitto-scultoriche in cui la materia era la scenario primario, ove si svolgeva la vita dell’universo. Nel 1995 apre il Centro Culturale Poli d’Arte, con la finalità di unire tutte le arti e diffonderne l’intima unione; la Poli d’Arte , oltre a curare mostre di arti visive, promuove incontri letterari, presentazioni di libri, conferenze musicologiche ( in collaborazione con l’ associazione culturale l’Orfeo ) e concerti. Ivi nel 1995 il M° Evans ha tenuto la sua prima mostra in Italia e il Centro Culturale Poli d’Arte è onorato di ospitarlo.
    Sandro Costanzi

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  • 53° Festival dei Due Mondi: una prosa etica e impegnata :
    TROILO E CRESSISA; UN POSTO LUMINOSO CHIAMATO GIORNO

    Iniziato con Fratelli d’Italia? ( Teatro San Nicolò, 21- 22 giugno, a cura di Creativity),ricco e impegnativo il cartellone della prosa del 53° Festival di Spoleto, il quale propone spettacoli connotati da una forte valenza etica, sulla scia di quel che fù il teatro per la polis greca, ove svolgeva un ruolo di primo piano per la formazione della coscienza civica. Dal 24 al 27 giugno presso il teatro Caio Melisso Per non morire di mafia ( testo di Pietro Grasso, procuratore generale antimafia; attore: Sebastiano lo Monaco) sempre al Caio da giovedi 1 a sabato 3 luglio Crociate ( a cura del Teatro Regionale Alessandrino ; con Valerio Binasco ; regia Gabriele Vacis) ispirato a “Nathan il saggio” di Lessing. E ultimo sulla stessa linea semantica di Crociate , Eleven and twelve 11 and 12 ( a cura del Thèatre des Bouffes du nord, San Simone 02-03-04 luglio).
    Il teatro S. Nicolò ha ospitato invece altri due importanti spettacoli: Troilo e Cressida ( dal 25 al 27 giugno); Un posto luminoso chiamato giorno ( martedì 29 e mercoledì 30 giugno) . Troilo e Cressida di Shakespeare è un omaggio a Vittorio Gassman, di cui quest’anno ricorre il decimo anniversario della morte; pièce in piena sintonia con la caratterizzazione shakespeariana del penultimo weekend , modulato da Shakespeare Sonette di Rufus Wainwright. Così Diletta D’Andrea Gassman , presidente della Fondazione Vittorio Gassman, ricorda il Troilo del 1949: E’ rimasta una pietra miliare del teatro la sua irrepetibile interpretazione di Troilo nel superbo allestimento di Luchino Visconti, del 1949, con la città di Troia , ricostruita nei giardini di Boboli, a Firenze, con scene di battaglia a cavallo e il meglio assoluto del tetro italiano di quegli anni ( Ricci, Benassi, Albertazzi, De’ Giorgi, Tofano , Girotti, Mastroianni , Ferzetti, , Morelli, Stoppa, Ninchi).
    Curatore dell’ edizione festivaliera del Troilo è Michele Placido che ha tradotto nel linguaggio contemporaneo e così ha liberato la forza di quel classico contemporaneo che è Shakespeare: in scena a lui il prologo e l’epilogo , essenziali chiavi di lettura dell’intero spettacolo. Stando alle note di regia, questo lo spirito con cui si sono misurati I giovani attori, ex-allievi dell’Accademia d’Arte Drammatica: Due mondi contrapposti, Greci e Troiani, apparentemente due concezioni etiche, due modelli di società, pronti a scontrarsi sul terreno della guerra e su quello dell’amore. Erotismo ed eroismo sono i temi in discussione. Il processo alla guerra, ai suoi professionisti e alla politica si fa sarcastico, grottesco. Diventano valori la compravendita dell’io, il ruolo tirannico delle mode culturali e i personaggi si fronteggiano , discutono e agiscono attraverso tecniche di manipolazione. La guerra è interna ed esterna ed ecco che i personaggi diventano giovani alla ricerca di un ‘identità sempre più problematica. Anche il cielo è vuoto.
    Se i giovani del Troilo , sulla scia del mondo antico erano animati dalla passione politica e dalla coerenza, assistiamo al giorno d’oggi ad una caduta dell’impegno politico: è l’amara consapevolezza a cui perviene Agnes, la protagonista di Un posto luminoso chiamato giorno, spettacolo di Tony Kushner e portato dalla compagnia Ekphrasis: Berlino, tutti gli amici di Agnes, militanti del partito comunista, invitati a casa sua per festeggiare il capodanno del 1933; la grande depressione economica tedesca e l’affermazione del Nazifascismo, presentatosi alle elezioni sotto vesti socialiste . Agnes rimarrà sola a lottare contro la dittatura e contro le sue estreme e nefaste conseguenze, mentre gli altri lasceranno Berlino per condurre la lotta fuori dal confine tedesco. Ad Agnes si alterna Zillah, una ragazza americana degli anni’80, la quale denuncia la vuotezza della attuali democrazie ( profetico il pedagogista e pensatore Dewey, il quale già negli anni 60’ denunciò tale aspetto che rendeva la democrazia formale e non reale).
    Se Hitler incarna il male storico, nella pièce in questione intervengono due personaggi metafisici: il Diavolo, principio ed essenza del male stesso, e la Morte: una vecchia vestita di nero che ha in se tutta l’umana sofferenza, a cominciare dai campi di concentramento tedeschi.

    Sandro Costanzi

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  • THE KITCHEN COMPANY: LE CONQUISTE DI NORMAN

    Da sabato 19 giugno a sabato 3 luglio 2010 si terrà presso il Chiostro di San Nicolò la commedia Le conquiste di Norman. L’autore è Alan Ayckbourn ed è stata pensata come trilogia: in giardino, in cucina e in sala da pranzo. Lo spettacolo descrive i rapporti , alquanto stuzzicanti, tra cognati: siamo nella campagna di Londra; un weekend di luglio del 1973; la madre malata e tre coppie che si provocano con humour inglese. Il protagonista è Norman: un gigolò , rude e poco raffinato, che però riesce a sedurre prima Annie, sognatrice e romantica, e poi Sarah, spigolosa apparentemente resistente alla sue avances. Tom è l’incantato fidanzato di Annie, attento al gatto ma incapace di leggere tra le righe, Reg è il marito di Sarah, diplomatico nei confronti della moglie. A concludere le vicende amorose, sarà Ruth, moglie di Norman: nonostante tutto ancora innamorata del marito. La recitazione è affidata a The kitchen company, che adatterà lo spettacolo all’ambientazione, dando così particolari sfumature ad ogni atto: personaggi caricaturali per ridere in leggerezza sui problemi della vita di coppia.
    Sandro Costanzi

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  • Mezzogiorno del 22 giugno 2010

    QSF: RAFFINATEZZA E LEGGEREZZA

    QSF sta per Quartetto di Saxofoni di Firenze ed è composto da quattro donne :Lucia Danesi (sax soprano), Alda Dalle Lucche ( sax contralto); Chiara Pantera ( sax tenore); Michela Ciampelli ( sax baritono);interpreti , tutte alle spalle con una sostanziosa preparazione e un importante curriculum vitae. Il programma del Mezzogiorno del 22 giugno, intitolato Novecento, ha visto un iter del tutto particolare nel XX secolo ; gli autori eseguiti sono stati Michael Nyman( Song for Tony); Ference Farkas ( Early Hungarian Dances from C 17th); Kurt Weill ( Music from Trepenny Opera) e infine Astor Piazzolla ( Close your eyes and listen; Summit).
    Il quartetto, il cui spirito unitario e di complicità artistica emergono durante l’esecuzione, ha eseguito un repertorio che , iniziato dalle riletture novecentesche della musica barocca di Farkas , è culminato nelle mille sfumature del cosi detto “Secolo breve”: il foxtrot di Weill, lo sperimentalismo di Piazzolla nel tango e il tardo-romanticismo di Nyman, compositore della nota colonna sonora del film Lezioni di piano. Il QSF, nella sua eleganza espositiva, ha nobilitato il saxofono: il quartetto sembrava ora una curata orchestra barocca, ora un malinconico bandoneon, ora una ridente formazione di swing. Concludendo, lo spettatore era condotto in suoni lunari, ove riceveva l’invito di “ Close your eyes and listen …”.
    Sandro Costanzi

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  • CONCERTI DI MEZZOGIORNO: Confronto Mozart /Schumann
    Lunedì 21 è iniziata la preziosa rassegna dei concerti di mezzogiorno , ospitati presso il Teatro Caio Melisso e che vede protagonista la Scuola di musica di Fiesole ( già ospitata lo scorso anno) , ad eccezione dell’ultimo giorno: domenica 4 luglio la rassegna si concluderà con un concerto de I solisti di Perugia. I concerti di mezzo giorno sono eventi raffinati, in cui vengono eseguiti autori che si diversificano per genere e per periodo storico. Nel primo appuntamento si è eseguito il Trio Maurice: Livio Salvatore Troiano ( violino); Gianluca Muzzolon (violoncello); Saskia Giorgini ( pianoforte). Il trio di Mozart K548 e infine il trio n1 in re minore op. 63 di Shumann le musiche eseguite.
    Mozart e Schumann sono due facce della stessa medaglia: se nel compositore salisburghese prevale una leggerezza serena, ma non per questo disimpegnata, in Shumann invece la melodia tende ad interrompersi per poi tornare alla cantabilità originaria, e soprattutto di netto carattere romantico. Da una parte la luminosità della ragione ( e in Mozart spesso e volentieri anche di un’ironia capace di profonda saggezza), dall’altra gli abissi estremi del sentimento.
    L’altro appuntamento dedicato a Shumann è sabato 26 giugno ( in programma il Quartetto in mi bemolle op.47): questi due concerti sono un omaggio dovuto al grande compositore tedesco, testimone di un romanticismo che si traghetta dalla spontaneità del primo periodo agli esiti compositi del tardo romanticismo. Quest’anno infatti si festeggia il bicentenario della nascita sia di Chopin, omaggiato dal Festival dei Due Mondi domenica 20 con la Serata Chopin, sia di Schumann, su cui si innestano tanto Brahms, autore da lui scoperto, quanto Wagner , che in parte trarrà spunto alla produzione , avanguardistica e visionaria, dell’ultimo Schumann, afflitto dalla malattia mentale.

    Sandro Costanzi

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